“La Sicilia non è più fanalino di coda”. Con queste parole il presidente della Regione Renato Schifani ha rivendicato i risultati dell’azione di governo intervenendo a una manifestazione di Forza Italia al teatro Politeama di Palermo, alla presenza del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Un appuntamento politico che ha fatto il punto su economia, infrastrutture, sanità e riforme istituzionali, rilanciando l’ambizione del partito di restare forza guida dell’Isola.
Crescita economica e conti risanati: “Non chiediamo più col cappello in mano”
Schifani ha sottolineato come, per la prima volta nella storia recente, la Sicilia stia crescendo più della media nazionale. “I dati ufficiali ci dicono che nel primo trimestre del 2025 siamo cresciuti dell’1,1% – ha affermato –. Non chiediamo più niente con il cappello in mano”. Un risultato che, secondo il governatore, è frutto del “buon governo di Forza Italia”.
Il presidente ha rivendicato anche il risanamento dei conti regionali: “Abbiamo recuperato un disavanzo di 2,5 miliardi di euro che potremo impiegare già da luglio. Abbiamo riconquistato credibilità anche sui mercati internazionali”. Un passaggio che Schifani ha collegato direttamente alla capacità della Regione di programmare e spendere, dopo anni di difficoltà finanziarie.
Termovalorizzatori e sanità: “Cambiare la qualità della vita dei siciliani”
Ampio spazio anche al tema dei termovalorizzatori, uno dei dossier più delicati dell’agenda regionale. “Stiamo andando avanti – ha detto Schifani – perché vogliamo cambiare la qualità della vita dei siciliani. Abbiamo stanziato le somme e siamo in fase avanzata per i progetti di Palermo e Catania. Contiamo di iniziare entro la fine dell’anno”.
Il governatore ha ringraziato il governo nazionale e Antonio Tajani per la nomina a commissario per i termovalorizzatori, rivendicando la legittimità dell’azione amministrativa: “C’è chi non li vuole e in passato c’è stato chi ha lucrato o ha provato a paralizzarci. Noi ci siamo difesi e abbiamo vinto tutti i ricorsi. Non abbiamo nulla da nascondere”.
Sul fronte della sanità, Schifani ha annunciato un passo atteso da anni: “Entro l’estate contiamo di avviare i lavori del polo pediatrico. Troppe famiglie sono state costrette a portare i figli al Nord per curarsi. Abbiamo aggiornato il progetto, trovato le risorse e aggiudicato l’appalto: i nostri bambini devono potersi curare in Sicilia”.
Ars e politica regionale: “Serve riformare il regolamento”
Il presidente della Regione ha poi puntato l’attenzione sul funzionamento dell’Assemblea regionale siciliana. “Il regolamento dell’Ars è tutto da rivedere e riformare – ha dichiarato –. Il voto segreto si può chiedere su tutto, non c’è contingentamento dei tempi e mancano regole simili a quelle di Camera e Senato. Questo crea difficoltà a chi governa”.
Nonostante ciò, Schifani ha rivendicato i risultati ottenuti: “Sono tre anni che approviamo la finanziaria entro l’anno, rispettando i tempi. Ringrazio il presidente dell’Ars per il lavoro di mediazione con le opposizioni. A volte mediare serve per evitare la paralisi dell’aula e agire nell’interesse superiore dei siciliani”.
Tajani: “La Sicilia esempio di buon governo, Forza Italia resti al centro”
A chiudere l’incontro è stato Antonio Tajani, che ha elogiato l’esperienza di governo nell’Isola. “Ho visto i risultati del buon governo in Sicilia – ha detto –. Quando il Pil cresce così tanto significa che il governo è positivo. Dobbiamo dire grazie al presidente Schifani, alla sua squadra e ai deputati regionali”.
Il vicepremier ha ribadito l’obiettivo politico: “Vogliamo rimanere il primo partito in Sicilia e continuare ad avere la presidenza della Regione anche alle prossime elezioni. Ce lo siamo conquistati con i voti e con il buon governo”.
Tajani ha infine richiamato l’unità interna e la vocazione centrista del partito: “Qui mi sento a casa. Non esistono buoni generali senza buoni soldati. Dobbiamo correre insieme, anche quando discutiamo, senza perdere di vista l’obiettivo finale. Forza Italia deve continuare a crescere, allargare i confini e costruire una grande casa dei moderati al centro della politica italiana”.