Svelare la verità sui minerali di transizione nell’energia rinnovabile: ecco cosa sapere.

## La Verità sui Minerali Critici e la Transizione Energetica

Il mondo è chiamato a una transizione dalle fonti fossili alle energie rinnovabili, ma la narrativa sostenuta da istituzioni finanziarie, politiche ed ambientali di spicco, secondo cui sarebbe necessario aumentare in modo massiccio l’estrazione dei “minerali di transizione” per raggiungere questo obiettivo, è fuorviante. Un recente articolo di opinione mette in luce che l’estrazione di questi minerali comporta innumerevoli danni ambientali e alle comunità locali. Inoltre, i dati presentati riguardo il loro utilizzo non sono coerenti, come dimostra un nuovo rapporto.

### Una Menomazione Ambientale

La Banca Mondiale afferma che la produzione di minerali chiave dovrà aumentare del 500% entro il 2050 per facilitare la transizione energetica. Secondo la Conferenza delle Nazioni Unite su Commercio e Sviluppo (UNCTAD), saranno necessari 250 nuovi miniere per soddisfare gli obiettivi di emissione. La WWF aggiunge che è indispensabile aumentare drasticamente la catena di fornitura per una vasta gamma di materiali, inclusi i “minerali di transizione”.

Viene presentata l’idea che i danni ambientali causati dall’estrazione mineraria — corsi d’acqua contaminati, foreste abbattute, qualità dell’aria degradata e fauna in pericolo — siano i costi necessari per la transizione verso l’energia rinnovabile. Tuttavia, il rapporto dell’Oakland Institute dimostra che la maggior parte dei “minerali di transizione” è impiegata in settori che non sono correlati, o addirittura contrastanti, con la transizione energetica pulita. Questa domanda di minerali è destinata ad aumentare, soprattutto con la crescita di intelligenza artificiale e spesa militare, alimentando un ciclo di distruzione ambientale.


### La Violenza della Miniera

Proporre un aumento dell’estrazione mineraria, come suggerito dalle organizzazioni internazionali, si tradurrebbe in una violenza senza precedenti, in espropriazione di comunità indigene e locali e devastazione ambientale. L’attuale narrativa serve a disinformare il pubblico, mascherando pratiche dannose dell’industria mineraria come se fossero benefici sociali e ambientali.

Un’indagine GlobeScan del 2023 condotta in 32 paesi ha rivelato che il pubblico considera sistematicamente l’industria mineraria come il settore economico con il maggiore impatto negativo sulla società. Di fronte a questa rifiuto, le aziende minerarie hanno cercato di capitalizzare la crisi climatica, presentandosi come indispensabili per la transizione verde, mentre nascondono anni di danni ambientali e sociali.

L’Iniziativa di Mining Climaticamente Intelligente della Banca Mondiale afferma di garantire che l’estrazione mineraria venga gestita in modo da “minimizzare l’impatto ambientale e climatico”. Tra i membri figura Rio Tinto, grande multinazionale con un lungo passato di abusi ambientali e diritti umani. Nonostante le accuse di contaminazione in Madagascar, Rio Tinto continua a vantare il supporto della Banca Mondiale.

### L’Impatto sulle Comunità Locali

Molte operazioni minerarie, come quelle di Rio Tinto in Madagascar, hanno gravemente danneggiato le comunità circostanti, con effetti diretti sulla salute e sulle vite quotidiane dei residenti. Il 69% dei progetti minerari attuali è situato su terreni delle comunità indigene o locali nel Global South. In alcune situazioni, come nella Repubblica Democratica del Congo, l’estrazione mineraria ha alimentato conflitti devastanti, mentre in Cile, l’estrazione del litio ha ridotto drasticamente le risorse idriche della regione.

Le conseguenze per le comunità locali sono state devastanti. La colonialità del settore minerario è evidente nei danni permanenti inflitti a questi territori. La narrazione attuale, che giustifica l’espansione delle miniere come necessaria per la transizione energetica, ignora il dolore e la sofferenza causati da tali attività.


### Riprogettare il Futuro Energetico

Contrariamente a quanto sostenuto, il mondo non ha bisogno di aumentare l’estrazione mineraria per garantire un futuro verde. Un’analisi dei dati dell’International Energy Agency (IEA) rivela che oltre il 70% dei minerali critici è destinato a prodotti e infrastrutture che non hanno nulla a che fare con la transizione ecologica. Solo un quinto della domanda prevista di minerali è necessaria per l’espansione delle energie rinnovabili come eolico e solare.

Politiche intelligenti possono ridurre ulteriormente la necessità di minerali. Secondo un rapporto dell’Università della California, Davis, politiche di trasporto e riciclaggio potrebbero abbattere la domanda di litio negli Stati Uniti del 92% entro il 2050.

La retorica sull’espansione dell’estrazione mineraria ha subito un cambiamento, con funzionari statunitensi che ammettono pubblicamente che i minerali critici sono essenziali non solo per la vita quotidiana, ma anche per la difesa nazionale e l’industria, senza menzionare la sostenibilità.

Non possiamo ignorare la verità. Le dichiarazioni di intenti da parte delle aziende minerarie e delle istituzioni internazionali devono essere scrutinati. Solo affrontando e smascherando queste narrazioni ingannevoli possiamo aspirare a un futuro sostenibile e vivibile per il pianeta.

Fonti: Banca Mondiale, UNCTAD, WWF, Oakland Institute.

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Luigi Salemi: