Svelare la verità sui minerali di transizione nell’energia rinnovabile: ecco cosa sapere.
## La Verità sui Minerali Critici e la Transizione Energetica
Il mondo è chiamato a una transizione dalle fonti fossili alle energie rinnovabili, ma la narrativa sostenuta da istituzioni finanziarie, politiche ed ambientali di spicco, secondo cui sarebbe necessario aumentare in modo massiccio l’estrazione dei “minerali di transizione” per raggiungere questo obiettivo, è fuorviante. Un recente articolo di opinione mette in luce che l’estrazione di questi minerali comporta innumerevoli danni ambientali e alle comunità locali. Inoltre, i dati presentati riguardo il loro utilizzo non sono coerenti, come dimostra un nuovo rapporto.
### Una Menomazione Ambientale
La Banca Mondiale afferma che la produzione di minerali chiave dovrà aumentare del 500% entro il 2050 per facilitare la transizione energetica. Secondo la Conferenza delle Nazioni Unite su Commercio e Sviluppo (UNCTAD), saranno necessari 250 nuovi miniere per soddisfare gli obiettivi di emissione. La WWF aggiunge che è indispensabile aumentare drasticamente la catena di fornitura per una vasta gamma di materiali, inclusi i “minerali di transizione”.
Viene presentata l’idea che i danni ambientali causati dall’estrazione mineraria — corsi d’acqua contaminati, foreste abbattute, qualità dell’aria degradata e fauna in pericolo — siano i costi necessari per la transizione verso l’energia rinnovabile. Tuttavia, il rapporto dell’Oakland Institute dimostra che la maggior parte dei “minerali di transizione” è impiegata in settori che non sono correlati, o addirittura contrastanti, con la transizione energetica pulita. Questa domanda di minerali è destinata ad aumentare, soprattutto con la crescita di intelligenza artificiale e spesa militare, alimentando un ciclo di distruzione ambientale.
