Studio trapelato avverte: miniere di ferro in Guinea minacciano irreversibilmente sito UNESCO.

Ivanhoe Atlantic: Miniere nella Riserva UNESCO delle Montagne Nimba

La compagnia mineraria statunitense Ivanhoe Atlantic ha in programma di estrarre minerale di ferro nella Riserva Naturale Protetta delle Montagne Nimba in Guinea, un sito dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Mongabay ha ottenuto una copia di una valutazione confidenziale dell’impatto ambientale e sociale (ESIA) attualmente al vaglio delle autorità guineane, che evidenzia danni estesi e irreversibili alle specie endemiche e in pericolo di estinzione presenti a Nimba, così come ai loro habitat critici. Secondo la valutazione, la miniera pianificata rischia di causare “danni duraturi e significativi” al sito Patrimonio dell’Umanità adiacente.

Il Ministero dell’Ambiente della Guinea esaminerà nei prossimi mesi questo documento essenziale per l’ottenimento del permesso minerario e l’avvio delle operazioni su un progetto in discussione dal 2003, quando fu fondata la compagnia mineraria SMFG, acquisita da Ivanhoe Atlantic nel 2019. L’ESIA, redatta da Biotope, una consulenza ambientale francese, mostra come Ivanhoe prevede di sviluppare la concessione di Nimba e quali impatti previsti avrà sugli ecosistemi della zona.


Il progetto, denominato Kon Kweni, si trova all’interno della Riserva Naturale Strict di Mont Nimba, che ospita una combinazione unica di foreste tropicali e savanne ad alta quota. Queste aree sono considerate hotspot di biodiversità, con numerose specie endemiche. Secondo l’ESIA, i rischi diretti e significativi che affronterebbe l’habitat includono “danni irreversibili” e “minacce alla sopravvivenza delle specie” se le operazioni minerarie dovessero procedere.

La valutazione dell’impatto è un passaggio cruciale per garantire un permesso minerario ed avviare un progetto che mira all’estrazione di 5 milioni di tonnellate di minerale di ferro all’anno. L’ESIA denuncia anche che l’abbattimento di una corsia di 40 metri per una strada di ghiaia dal sito di estrazione a un impianto di lavorazione avrà conseguenze devastanti sull’ecosistema della zona.


Minaccia agli Habitat e alle Specie Endemiche

Nel complesso, 135 specie dipendono dagli habitat minacciati dal progetto minerario, tra cui il rare rospo viviparo di Mont Nimba, che vive esclusivamente nella concessione mineraria. Questi rospi, che partoriscono direttamente piccoli rospi vivi, dipendono dalla disponibilità di acqua tutto l’anno, periodo critico soprattutto nella stagione secca.

Studiosi, come il biologo Mark-Oliver Rödel, avvertono che l’estrazione mineraria in quest’area possa introdurre alterazioni ambientali devastanti. “È impossibile prevedere gli effetti di operazioni minerarie in un ambiente geologico così complesso e delicato,” afferma Rödel. Le modifiche ai flussi d’acqua e la contaminazione possono rivelarsi fatali per diverse specie, dal momento che l’ecosistema rimane un rifugio biologico da millenni.


Oltre al rospo, la popolazione dei chimpanzei occidentali (Pan troglodytes verus) di Nimba — stimata in 193 individui — è anch’essa seriamente a rischio. La costruzione di strade frantuma il loro habitat forestale e interrompe i corridoi ecologici. Le attività minerarie continue potrebbero scatenare stress e conflitti tra uomini e fauna selvatica, aumentando il rischio di mortalità per collisioni stradali e di trasmissione di patogeni.

La valutazione prevede che il crollo delle gallerie minerarie abbandonate porterà alla scomparsa di importanti rifugi per specie di pipistrelli profondamente a rischio, come il pipistrello di Lamotte. Anche in questi casi, le alterazioni dell’ambiente, come vibrazioni e inquinamento acustico, potrebbero ridurre il successo riproduttivo.


In questo contesto, l’ESIA mette in luce che le perdite previste per le specie in pericolo sarebbero ritenute irreversibili dai parametri stabiliti dall’IUCN, l’ente globale per la conservazione della natura, e minaccerebbero l’eccezionale valore universale di Nimba. Le raccomandazioni dell’UNESCO e delle autorità di conservazione sono state esplicitate: il progetto, così com’è, solleva dubbi sulla sua conformità agli standard internazionali di tutela ambientale.

Secondo l’analisi delle alternative, Ivanhoe ha esplorato opzioni più sostenibili, come l’uso di tunnel e nastri trasportatori, ma si è limitata a presentare tre percorsi stradali, senza considerare lo sviluppo di opzioni che avrebbero potuto ridurre il danno ambientale.


In conclusione, il progetto minerario di Ivanhoe rappresenta una minaccia concreta per il fragile ecosistema delle Montagne Nimba, dove la biodiversità e le specie in pericolo possono subire conseguenze drammatiche a causa dell’estrazione mineraria. Con il Ministero dell’Ambiente che continua a valutare l’ESIA, l’attenzione rimane alta sulla necessità di bilanciare lo sviluppo economico con la conservazione ambientale.

Fonti ufficiali: Mongabay, IUCN, UNESCO.

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Luigi Salemi: