Studio sul DNA dei pangolini ricollega mercati locali di carne selvatica a reti di traffico globale.
Vincent Nijman, capo del Oxford Wildlife Trade Research Group dell’Università di Oxford Brookes nel Regno Unito e non coinvolto nello studio, ha dichiarato: “Possiamo solo sperare che lavori simili possano essere realizzati in futuro per le altre cinque o sei specie di pangolini.”
Nijman ha anche sottolineato che lo studio potrebbe avere limiti in termini di valore per l’applicazione della legge, poiché le accuse sono solitamente presentate dove vengono sequestrati i carichi, non dove i pangolini vengono bracconati. Inoltre, le informazioni sulla posizione di origine non possono essere utilizzate per le reintroduzioni, dato che i pangolini sono raramente trafficati vivi.
Le implicazioni di questo studio sono immense e suggeriscono una rete complessa e ben consolidata di traffico che unisce mercati locali e internazionali. L’analisi del DNA e il tracciamento delle fonti potrebbero essere strumenti fondamentali per combattere il traffico di pangolini e proteggere queste specie in via di estinzione.
Per ulteriori dettagli sulla ricerca sui pangolini, si può fare riferimento a fonti ufficiali come l’IUCN e le pubblicazioni scientifiche su fauna selvatica.
Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it
