Stallo nella Conservazione delle Risorse Marine: Critiche alle Organizzazioni di Gestione della Pesca
Un nuovo studio mette in discussione l’efficacia delle Organizzazioni Regionali di Gestione della Pesca (RFMOs) nel preservare le risorse ittiche e gli ecosistemi marini. Secondo i ricercatori, le RFMOs non sono pronte per affrontare la nuova era di governance marina, soprattutto in vista dell’entrata in vigore del trattato sulle alte mare a gennaio.
Valutazione delle RFMOs
L’analisi ha coinvolto 16 RFMOs, valutate su 100 domande relative alla gestione, come ad esempio: “Ci sono conseguenze per le violazioni delle misure di conservazione…?”. Le risposte hanno permesso di identificare quelle più performanti (“leader”) e quelle meno efficienti (“ritardatarie”). La valutazione media di queste organizzazioni ha raggiunto solo 45,5 su 100. Inoltre, più della metà delle risorse ittiche obiettivo delle RFMOs risulta essere sovrasfruttata o in fase di collasso, confermando ricerche precedenti.
Quando entrerà in vigore il nuovo trattato per la conservazione della biodiversità nelle acque internazionali, ci si interroga su come interagirà con le RFMOs attualmente operanti.
Le RFMOs, attive da decenni, hanno il compito di conservare le risorse ittiche e gli ecosistemi marini. Anche se il loro mandato è chiaro, uno studio pubblicato il 24 novembre nella rivista Environmental Research Letters suggerisce che le RFMOs non hanno sviluppato sistemi adeguati per raggiungere tali obiettivi e solleva dubbi sulla loro volontà di affrontare i problemi attuali.
Problematiche nella Governance della Pesca
Gabrielle Carmine, autrice principale del lavoro e ricercatrice post-dottorato presso la Georgetown University, spiega che i 100 quesiti posti alle RFMOs costituiscono il cuore della ricerca. “Le RFMOs sono state criticate per anni e, a differenza delle loro revisioni ufficiali, questa valutazione è veramente indipendente”, ha affermato Carmine.
L’entusiasmo per il trattato sulle alte mare, formalmente conosciuto come accordo per la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità marina nelle aree oltre la giurisdizione nazionale (BBNJ), coesiste con la preoccupazione che RFMOs meno efficienti possano ostacolare i progressi nella conservazione. Nessuna delle organizzazioni analizzate ha implementato le migliori pratiche di gestione raccomandate.
Il documento fa parte di un precedente studio del 2010 pubblicato nella rivista Marine Policy, che accusava le RFMOs di “fallire sulle alte mare”. La nuova analisi include dati provenienti da Sea Around Us, un’iniziativa di ricerca dell’Università della Columbia Britannica, ampliando così il contesto della valutazione.
Carmine ha sottolineato anche che, dato il rapido cambiamento dell’ambiente, è necessario aggiornare i criteri di valutazione. Infatti, la ricerca ha esaminato le RFMOs non su 26 ma su 100 criteri in 10 categorie, come la cattura accessoria, l’inclusione del sapere scientifico, la trasparenza e l’accesso.
Situazione Attuale delle Risorse Ittiche
I risultati mostrano che, in media, il 56% delle risorse ittiche nelle aree di competenza delle RFMOs è sovrasfruttato o collassato a partire dal 2018. Questi dati provengono da definizioni e metriche usate da Sea Around Us, e non dalle informazioni dell’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite.
In base a questa analisi, non è stata trovata una relazione significativa tra i punteggi di gestione e gli esiti delle risorse ittiche. Una delle motivazioni principali potrebbe essere la lentezza delle RFMOs nel rispondere ai cambiamenti, giungendo spesso a misure efficaci quando ormai i danni sono già irreparabili.
Migliori Pratiche e Raccomandazioni
Malgrado l’assenza di correlazione generale, lo studio ha individuato cinque pratiche migliori che sono state correlate con risultati più favorevoli per le risorse ittiche. Queste includono la riduzione delle catture ammissibili dopo episodi di sovrasfruttamento, il mantenimento di aree marine protette e il divieto del trasferimento di pesce da nave a nave in mare, noto come transshipment, una pratica spesso associata alla pesca illegale.
Le raccomandazioni includono la necessità di affrontare il rischio di cattura corporativa nei processi decisionali delle RFMOs. Le rappresentanze industriali spesso hanno accesso privilegiato alle riunioni, mentre i gruppi di conservazione partecipano come osservatori senza diritto di voto.
L’analisi serve a sollevare interrogativi critici sulle attuali dinamiche delle RFMOs, che continuano a mostrare vulnerabilità nella loro capacità di gestire efficacemente le risorse marine. Le informazioni derivano da una valutazione che mette in luce le carenze e le possibilità di miglioramento nella governance della pesca, esprimendo la necessità di un cambiamento pronto e incisivo per garantire la conservazione delle risorse marine.
Fonti
- Carmine, G., et al. (2025). “An expanded evaluation of global fisheries management organizations on the high seas.” Environmental Research Letters.
- Cullis-Suzuki, S., & Pauly, D. (2010). “Failing the high seas: A global evaluation of regional fisheries management organizations.” Marine Policy.
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