Studio rivela che la pesca a strascico danneggia 3.000 specie ittiche, molte delle quali minacciate.
Il rapporto ha scoperto che, anche se quasi 1.700 delle specie catturate dalle reti da fondo sono considerate di minima preoccupazione secondo la Lista Rossa dell’IUCN, circa 237 specie risultano minacciate. In aggiunta, le informazioni relative a molte specie sono scarse o completamente assenti: circa il 23% delle specie è classificato come “deficiente di dati” oppure non è nemmeno menzionato. Questo suggerisce che la pesca a strascico avviene “senza una piena comprensione dei rischi per la vita marina”, ha sottolineato Foster.
Questi risultati pongono l’accento sulla necessità di adottare metodi di pesca più selettivi e di limitare i luoghi e i tempi in cui è consentita la pesca a strascico. Posizionare restrizioni può aiutare a preservare la biodiversità e a migliorare la sostenibilità delle risorse marine, tutelando così non solo gli ecosistemi marini, ma anche le attività legate alla pesca che dipendono da essi.
