Il drammatico crollo della discarica di Meethotamulla
In un’importante sentenza, la Corte Suprema dello Sri Lanka ha stabilito che lo smaltimento di rifiuti a lungo termine nella discarica di Meethotamulla ha violato i diritti fondamentali dei residenti. Le autorità sono state ritenute colpevoli di aver consentito l’espansione del sito oltre i limiti permessi. Dopo anni di abbandono e avvertimenti ignorati, nel 2017, la discarica è crollata, causando la morte di 32 persone, tra cui bambini, distruggendo oltre 140 abitazioni e costringendo centinaia di persone a lasciare le loro case. È stato stimato che il paese genera quotidianamente circa 8.000-10.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani, con Colombo che contribuisce con circa 500 tonnellate.
Oltre 260 discariche a cielo aperto sono attive nel paese, di cui 20 grandi impianti, dove la gestione dei rifiuti è ancora imperfetta. Sebbene ci sia un progressivo spostamento verso il compostaggio e l’incenerimento dei rifiuti per produrre energia, permangono carenze nella segregazione e una continua dipendenza dalle discariche a cielo aperto.
Il ricordo del disastro e il riscatto legale
Quando gli abitanti dello Sri Lanka celebrano il tradizionale Capodanno il 14 aprile, il clima festoso non è più presente nella casa di Keerthirathna Perera. Nel 2017, la sua famiglia stava festeggiando nel loro appartamento a Meethotamulla quando la loro celebrazione fu interrotta da un tremore. In pochi istanti, un’enorme ondata di spazzatura e terra travolse la loro casa, e Keerthirathna assistette impotente alla distruzione in corso. Purtroppo, la sua famiglia subì perdite devastanti: la moglie fu tratta in salvo, mentre la figlia e il genero rimasero intrappolati e infine trovati privi di vita.
A nove anni dal disastro, il 31 marzo di quest’anno, la Corte Suprema ha dichiarato illegale il smaltimento di rifiuti a Meethotamulla, ritenendo le autorità responsabili per la mancata tutela della salute pubblica e dei diritti fondamentali dei cittadini.
Dopo anni di battaglia legale, il ricorso presentato nel 2015 ha finalmente portato a un riconoscimento ufficiale della violazione delle normative ambientali. Nuwan Bopage, il principale richiedente e attivista, ha dichiarato che la mancata concessione di misure provvisorie prima del crollo avrebbe potuto prevenire questa tragedia.
Oggi, la gestione dei rifiuti in Sri Lanka è in crisi. La città di Colombo produce circa 1.320 tonnellate di rifiuti al giorno, ma solo 4.500-5.600 tonnellate vengono effettivamente raccolte e smaltite. La maggior parte dei rifiuti continua a finire nelle discariche a cielo aperto, portando a seri danni ambientali e rischi per la salute pubblica.
La gestione dei rifiuti e le soluzioni future
La raccolta dei rifiuti è principalmente compito delle autorità locali, ma le stime indicano che la generazione di rifiuti raddoppierà nel prossimo decennio. Per affrontare questa crescente sfida, è stato formulato un Piano Master per la Gestione dei Rifiuti Solid per la Provincia Occidentale, che prevede azioni fino al 2042. Questo piano include l’uso della discarica controllata di Aruwakkalu, progettata per ricevere i rifiuti trasportati per ferrovia, ma restano problemi significativi legati alla gestione dei rifiuti attraverso discariche aperte.
L’ingegnere ambientale Anurudda Karunarathna evidenzia come la mancanza di una gestione tecnica adeguata renda difficile affrontare il problema dei rifiuti. Egli sostiene che servirebbe un ente dedicato che possa gestire i rifiuti in modo efficace. Nonostante alcuni successi locali, è chiaro che il paese ha bisogno di un intervento più robusto e sistematico per migliorare la gestione dei rifiuti.
Le iniziative per il miglioramento del sistema di smaltimento rifiuti, tra cui il Centro di Gestione delle Risorse di Mihisaru, mostrano potenziali soluzioni integrate per il compostaggio, il riciclaggio e l’incenerimento. Tuttavia, le lacune rimangono significative, con molte discariche a cielo aperto che continuano a rappresentare un gravissimo rischio per l’ambiente e per la salute pubblica.
In definitiva, il caso di Meethotamulla è un monito chiaro delle conseguenze letali dell’accumulo di rifiuti non gestito e della necessità urgente di riforme nella gestione dei rifiuti in Sri Lanka. Le autorità devono considerare sistemi tecnologicamente avanzati e una pianificazione a lungo termine per affrontare una crisi che sta diventando sempre più gravosa.
Per maggiori dettagli sulla gestione dei rifiuti in Sri Lanka, si possono consultare le fonti ufficiali come il Ministero della Sanità e l’Autorità Centrale Ambientale (CEA).
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