Specie arboree chiave accelerano il ripristino della foresta amazzonica, rivela uno studio recente.
I ricercatori hanno anche sperimentato semi racchiusi in una miscela di amido di manioca per fornire un impulso nutrizionale e proteggere i semi dalla predazione e dalla disidratazione. Nonostante la maggiore velocità di emergenza, le piantine da semi incapsulati hanno avuto un tasso di mortalità più elevato. “I semi nudi si sono dimostrati più efficaci in termini di stabilità, costo ed efficienza operativa,” hanno commentato i ricercatori.
Le considerazioni relative alla classificazione delle foreste secondarie sono importanti, sottolinea Mesquita, che richiede maggiore chiarezza sulle aree studiate. La definizione di “foreste secondarie” può riferirsi sia a terreni dove la foresta sta rigenerando dopo un’abbattimento completo sia a foreste esistenti soggette a disboscamento selettivo.
Un approccio più chiaro potrebbe facilitare enormemente gli sforzi di ripristino forestale, aumentando anche la diversità e l’abbondanza di specie.
