Spari contro le sedi delle associazioni Handala e Albero della Vita allo Zen 2
Sull’episodio è intervenuta anche la consigliera comunale del Partito Democratico Mariangela Di Gangi, che ha invitato a non sottovalutare quanto accaduto.
“Le associazioni dello Zen hanno chiarito con grande senso di responsabilità che non esistono elementi per parlare di un’intimidazione nei loro confronti. Ed è giusto ascoltare chi quel territorio lo vive ogni giorno”, ha dichiarato.
“Ma questo non rende quanto accaduto meno grave. Semmai il contrario. Perché se non siamo davanti a un atto mirato contro specifiche realtà sociali, allora resta un dato ancora più inquietante: nella nostra città si continua a sparare con una preoccupante normalità, anche vicino a luoghi frequentati quotidianamente da bambini, famiglie e operatori sociali”.
“Serve una presenza concreta delle istituzioni”
Secondo la consigliera comunale, l’episodio riporta l’attenzione sulla necessità di investire con continuità nelle periferie cittadine.
“Non ci si può limitare a rincorrere l’emergenza o affidarsi a dichiarazioni di circostanza dopo ogni episodio. Serve un lavoro serio e continuo sulle periferie, sulla prevenzione sociale, sulla dispersione scolastica, sul disagio minorile, sulla povertà educativa e sulla presenza dello Stato nei territori”, ha aggiunto.
Di Gangi ha infine sottolineato il ruolo fondamentale svolto dalle associazioni presenti allo Zen: “Lo Zen non è soltanto il luogo in cui avvengono episodi di violenza. È anche il luogo in cui ogni giorno associazioni, educatori, educatrici e cittadini costruiscono relazioni, opportunità e comunità. Ed è da lì che bisogna partire”.
“Il compito delle istituzioni – ha concluso – non può fermarsi alla solidarietà formale dopo i fatti di cronaca. Bisogna sostenere in maniera concreta, continuativa e strutturale le realtà che tengono aperti spazi educativi, sociali e di comunità nei quartieri più difficili della città”.
