Palermo, la proposta del “Passaggio dei Giusti”: percorso della memoria tra Giurisprudenza e Ballarò

Palermo, la proposta del “Passaggio dei Giusti”: percorso della memoria tra Giurisprudenza e Ballarò

Trasformare un tratto fragile del centro storico di Palermo in un luogo simbolo della memoria civile e della rinascita urbana. È questa l’idea lanciata dal giornalista Biagio Semilia in un articolo pubblicato su BlogSicilia, nel quale propone di ribattezzare simbolicamente il tratto di via Maqueda che costeggia la Facoltà di Giurisprudenza con il nome di “Passaggio dei Giusti”.

Una proposta che arriva in un momento in cui quella zona del centro storico è tornata spesso al centro delle cronache per episodi di violenza, degrado urbano, disagio sociale e diffusione del crack. Un’area percepita oggi come fragile, ma che custodisce anche una parte importante della memoria civile della città.

Proprio tra quei marciapiedi e quelle aule universitarie hanno infatti studiato figure simbolo della lotta alla mafia come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rocco Chinnici e Gaetano Costa, prima di diventare protagonisti della storia giudiziaria italiana.

“Restituire identità a un luogo oggi segnato dal degrado”

Quella parte di via Maqueda non divrebbe essere ricordata soltanto per le criticità degli ultimi anni, ma anche per il valore umano e civile che rappresenta nella storia di Palermo.

L’idea del “Passaggio dei Giusti” non prevede una modifica ufficiale della toponomastica cittadina, ma la creazione di un percorso urbano e culturale capace di raccontare il legame tra quei luoghi e la formazione della migliore classe dirigente antimafia della città.

La proposta immagina un itinerario della memoria composto da targhe, citazioni, riferimenti storici e installazioni leggere dedicate ai magistrati che hanno frequentato la Facoltà di Giurisprudenza, trasformando quel tratto di strada in uno spazio riconoscibile e attraversabile anche da studenti, cittadini e turisti.

Secondo Semilia, il recupero dei luoghi urbani non può passare esclusivamente da controlli e misure di sicurezza, ma anche dalla capacità di restituire ai quartieri un’identità forte e condivisa.

Un’iniziativa nel segno del 23 maggio

La proposta arriva a pochi giorni dalle commemorazioni della Strage di Capaci, nelle quali Palermo ricorderà ancora una volta Francesca Morvillo, Giovanni Falcone e gli agenti della scorta uccisi nell’attentato mafioso del 1992.

L’invita  sl sindaco e all’amministrazione comunale è di prendere in considerazione il progetto, coinvolgendo università, associazioni e realtà civiche della città. L’obiettivo è evitare che la memoria resti confinata alle celebrazioni annuali, facendola invece vivere quotidianamente nei luoghi della città.

“Via Maqueda – si legge – racconta il confine sottile tra degrado e rinascita, tra perdita di senso e coraggio civile”. E proprio da quel tratto di strada potrebbe partire un nuovo modo di raccontare Palermo, restituendo centralità alla sua memoria migliore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *