La ricerca 2025 dell’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano
Il mercato italiano delle soluzioni tecnologiche per l’agricoltura ha raggiunto nel 2024 un valore di 2,5 miliardi di euro, con una crescita del 9% rispetto all’anno precedente che inverte la flessione registrata nel 2023. È quanto emerge dalla Ricerca 2025 dell’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano, presentata a Milano alla presenza di rappresentanti istituzionali e operatori del settore.
Il nodo irrisolto: solo il 10% della superficie agricola usa tecnologie 4.0
Nonostante la crescita degli investimenti, la diffusione dell’agricoltura di precisione resta limitata: solo il 10% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) è gestito con tecnologie avanzate, un incremento modesto rispetto al 9,5% del 2022. Il 42% dei fondi destinati all’innovazione, inoltre, è confluito in aziende che avevano già investito in tecnologia in passato, lasciando ancora indietro la grande maggioranza delle imprese agricole italiane.
Gli ostacoli: burocrazia, competenze e frammentazione
Luca Brondelli di Brondello, vicepresidente di Confagricoltura e presidente di Enapra, ha individuato le cause principali del ritardo nell’adozione delle tecnologie digitali: la frammentazione delle strutture aziendali, la carenza di figure professionali formate, politiche di incentivazione non sempre coordinate e procedure burocratiche complesse per accedere ai fondi disponibili. Non si tratta, ha precisato, di un ritardo culturale nell’approccio all’innovazione, ma di ostacoli pratici e organizzativi che richiedono interventi mirati.
La sfida delle nuove professionalità
La ricerca segnala una crescente domanda di figure professionali capaci di gestire software di agricoltura di precisione, droni, sensori e sistemi di tracciabilità digitale delle filiere. Formare queste competenze all’interno delle aziende agricole è la sfida più urgente per trasformare la crescita del mercato tecnologico in una reale modernizzazione del settore primario italiano.