Il Ruolo della Corte Africana dei Diritti Umani
La Corte Africana dei Diritti Umani e dei Popoli è attesa a breve a pronunciarsi su un parere consultivo riguardante gli obblighi degli Stati nei confronti delle persone sfollate internamente, colpite dai cambiamenti climatici. Questo potrebbe rappresentare un passo significativo nella protezione dei diritti umani di coloro che sono costretti a lasciare le loro abitazioni a causa di eventi climatici estremi.
Secondo Erica Bower, ricercatrice di Human Rights Watch specializzata nella questione degli sfollamenti climatici, “le persone sfollate internamente esistono in ogni continente abitato”. Questo parere consultivo potrebbe chiarire, in modo inequivocabile, che gli Stati hanno il dovere di fornire soluzioni durature per le persone colpite da disastri naturali.
La Situazione in Africa: Un Esempio dal Senegal
In Africa, nel 2024, milioni di persone sono state sfollate da circa venti paesi a causa di disastri legati ai cambiamenti climatici, come inondazioni ed erosione costiera. Un esempio emblematico è rappresentato dalla comunità della Langue de Barbarie, a Saint-Louis, in Senegal, che circa un decennio fa è stata costretta a traslocare a causa di un’erosione costiera severa.
Khady Gueye, una delle ex residenti, ha raccontato a Mongabay: “Il mare ha distrutto le nostre case. Non c’era più spazio per noi dove vivere.” Dopo aver lasciato la propria casa, la comunità è stata temporaneamente sistemata su un campo da calcio per nove mesi, prima di trasferirsi a Khar Yalla. Oggi, Khady vive lì da dieci anni, a circa 10 chilometri dalla terra dove lei, sua madre e sua nonna sono nate. “A Khar Yalla non ci sono infrastrutture adeguate per una comunità a lungo termine,” ha aggiunto.
La situazione è particolarmente critica; Khady ha dichiarato che “non c’è nulla qui. Nessun centro sanitario, nessuna scuola, nessun mercato, nessun servizio igienico, nulla.” Vive in una casa con sole due stanze insieme a 12 altre persone, senza elettricità e senza la possibilità di ampliare gli spazi abitativi. “Non è normale. Non possiamo continuare a vivere in questo modo. Siamo senegalesi, siamo cittadini!”, ha sottolineato.
La difficoltà di accesso alla scuola ha costretto Khady a interrompere i suoi studi, una sfida condivisa da molti pescatori e venditori di pesce che hanno dovuto ridurre o fermare le loro attività a causa dei costi di trasporto crescenti dopo lo sfollamento.
Human Rights Watch ha pubblicato numerosi rapporti sulla situazione a Khar Yalla. Uno studio dell’agosto 2025 ha mostrato che solo una dozzina di 68 famiglie ha ricevuto elettricità. Nonostante questo passo avanti, la comunità resta in attesa di una soluzione a lungo termine, come ha indicato Bower, evidenziando come il parere consultivo della Corte Africana possa rappresentare un’opportunità fondamentale per affrontare un problema sempre più pressante in tutto il continente.
Con questo parere, la Corte Africana ha l’opportunità di diventare un leader globale e definire chiaramente quali obblighi hanno gli Stati nei confronti di popolazioni come quelle di Khar Yalla. Sebbene le opinioni consultive non siano vincolanti come le sentenze dei tribunali, hanno un’importanza notevole per orientare le politiche e la legislazione degli Stati membri.
Questa situazione complessa e le sfide associate all’affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici dimostrano chiaramente la necessità di un impegno collettivo per proteggere i diritti umani di tutti. La Corte Africana potrebbe dunque rappresentare una pietra miliare per garantire che nessuno venga lasciato indietro nel processo di adattamento e resilienza ai cambiamenti climatici.
Fonti ufficiali a supporto di questo articolo includono i rapporti di Human Rights Watch e i dati della Piattaforma sul Displacement da Disastri, che forniscono una panoramica dettagliata sulla crescente gravità della crisi degli sfollamenti climatici in Africa.
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