Alannah Hurley, vincitrice del Goldman Prize, combatte contro Pebble Mine con amore e determinazione.

Premiato l’impegno di Alannah Acaq Hurley contro Pebble Mine

Alannah Acaq Hurley, direttrice esecutiva delle United Tribes of Bristol Bay, ha ricevuto il Goldman Environmental Prize per il suo operato nella lotta contro quello che sarebbe diventato il più grande cantiere minerario a cielo aperto del Nord America, conosciuto come Pebble Mine. Questa miniera, proposta nel 2001, è stata bocciata nel 2023 dalla Environmental Protection Agency (EPA) per il suo alto rischio per la ricca pesca salmonicola di Bristol Bay, situata nel sud-est dell’Alaska. Quest’anno, il Dipartimento di Giustizia ha ulteriormente supportato il veto in tribunale.

In un’intervista con Mongabay, Hurley ha parlato del percorso lungo e tortuoso intrapreso insieme alla coalizione delle United Tribes of Bristol Bay per fermare Pebble, sottolineando anche le sfide che li attendono mentre la battaglia si sposta in aula e mentre UTBB cerca di ottenere protezioni più ampie per il bacino idrico di Bristol Bay.


Bristol Bay: un luogo da salvaguardare

Negli anni 2000, Alannah Acaq Hurley ha iniziato a sensibilizzare le comunità rurali nel sud-est dell’Alaska riguardo a Pebble Mine, un progetto che prevedeva uno scavo di 4 chilometri di larghezza e 180 metri di profondità, situato all’inizio del Bristol Bay, la più grande area di pesca per il salmone sockeye del mondo. Nel 2001, la compagnia canadese Northern Dynasty Minerals Ltd. ha ottenuto i diritti minerari dell’area, dando inizio a un lungo contenzioso.

Oggi, Hurley guida l’United Tribes of Bristol Bay ed è stata premiata con il Goldman Environmental Prize 2026 per aver organizzato un’opposizione che potrebbe finalmente fermare la miniera proposta. Dopo il veto dell’EPA nel 2023, che ha evidenziato “effetti avversi inaccettabili” sulla pesca locale, le speranze sono cresciute anche grazie al sostegno del Dipartimento di Giustizia.


Alannah ha spiegato che la lotta per proteggere la regione, abitata da diverse nazioni tribali come Yup’ik, Dena’ina e Alutiiq, e popolata da aquile, alci, orsi e balene, è ben lontana dall’essere conclusa. “Le nostre tribù non hanno mai smesso di chiedere di vedere il paesaggio come un insieme: tutto è connesso”, ha dichiarato. “È difficile avere confini politici, ma il nostro obiettivo di lungo periodo è affrontare non solo Pebble, ma anche tutte le altre minacce nel nostro bacino idrico, affinché i nostri figli non siano costretti a combattere caso dopo caso.”

Nel 2013, Hurley è stata scelta come direttrice esecutiva dell’UTBB, la quale riunisce le nazioni tribali riconosciute a livello federale nella regione, al fine di sostenere il loro modo di vivere tradizionale. Durante la sua direzione, ha fatto crescere una vasta coalizione di alleati contro il progetto minerario, portando l’opposizione anche davanti alle autorità statali e federali.


Fonte: Mongabay

Nel 2019, Alannah ha testimoniato di fronte al Congresso, sperando che il premio Goldman, spesso definito il “Nobel Verde”, porti ulteriore riconoscimento alle attività della coalizione. Mentre Northern Dynasty Minerals continua la sua battaglia legale per consentire i lavori minerari, l’UTBB si prepara a difendere il bacino di Bristol Bay in aula e a promuovere leggi che proteggano permanentemente oltre 10 milioni di ettari di wilderness da future pretese minerarie.

Mongabay ha chiesto a Hurley di descrivere la bellezza di Bristol Bay, un’area in gran parte remota e caratterizzata da montagne, zone umide, tundra e acque dolci. È un’area dove le comunità, isolate, vivono seguendo i ritmi e le tradizioni degli antenati, continuando a cacciare e pescare come hanno fatto per millenni. “Non abbiamo altra scelta. Questa minaccia esistenziale riguarda la nostra cultura e la nostra vita quotidiana”, ha spiegato.


Il cammino verso il veto dell’EPA è stato complesso. Le tribù avevano già iniziato a combattere contro la miniera da tempo, e il supporto di UTBB ha potenziato la voce tribale. Grazie a uno studio triennale dell’EPA, è stato confermato ciò che la comunità locale sosteneva da tempo: lo sviluppo minerario avrebbe distrutto le risorse idriche e, di conseguenza, la pesca. “Abbiamo visto protezioni diverse nel corso delle amministrazioni, le quali sono state ritirate e ripristinate addirittura in appello”, ha commentato Hurley.

Nonostante il veto dell’EPA, la battaglia legale continua sia con l’azienda mineraria sia con il governatore dell’Alaska, ma Hurley e gli alleati restano determinati. Hanno già visto progressi significativi e stanno lavorando per fermare non solo Pebble, ma anche altre minacce presenti nella regione.

In sintesi, il lavoro di Hurley e delle United Tribes of Bristol Bay rappresenta un esempio di come le comunità indigene possano unirsi per difendere le loro risorse naturali e le loro tradizioni. Questo impegno è centrato non solo sul presente, ma con uno sguardo rivolto al futuro, al fine di assicurare che le prossime generazioni possano godere di un ambiente sano e prospero.

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Luigi Salemi: