Sierra Leone: il successo del finanziamento per il carbonio rivela una sorprendente biodiversità

I Benefici del Programma REDD+ nella Biodiversità della Giungla Gola

Un recente studio condotto nel Parco Nazionale della Giungla Gola in Sierra Leone ha messo in evidenza come il programma REDD+ (Riduzione delle Emissioni da Deforestazione e Degradazione Forestale) delle Nazioni Unite non solo favorisca la cattura di carbonio, ma apporti anche vantaggi significativi alla biodiversità animale del parco. Rispetto a un’area protetta limitrofa priva di finanziamenti REDD+ e a un’area agroforestale gestita dalla comunità, il parco ha mostrato una maggiore saturazione del paesaggio sonoro, considerato un indicatore di biodiversità. Tuttavia, è emerso che l’area agroforestale presentava una maggiore diversità di insetti rispetto alle altre due aree studiate.

Il programma REDD+, avviato nel 2012, incentiva i paesi a non abbattere gli alberi attraverso crediti di carbonio, commerciabili con nazioni con elevate emissioni di carbonio. Questo studio evidenzia che le iniziative di finanziamento del carbonio possono offrire benefici anche al di fuori della semplice conservazione del carbonio. Gli esperti suggeriscono che l’integrazione di monitoraggio sul campo a basso costo nei programmi come REDD+ possa migliorare ulteriormente la conservazione delle foreste come ecosistemi complessi.

Un’Inondazione di Suoni: La Ricerca di H.S. Sathya Chandra Sagar

H.S. Sathya Chandra Sagar, biologo della conservazione, ha notato subito la ricchezza sonora della Giungla Gola. Con il suo Ph.D. all’Università del Wisconsin-Madison, stava investigando se le misure economiche per la conservazione del carbonio nel parco contribuivano anche alla protezione della biodiversità animale. La ricerca, pubblicata nella rivista *Conservation Science and Practice*, ha rivelato che la complessità sonora del parco suggerisce una biodiversità in salute.

Sagar afferma che se gestite correttamente, le iniziative di finanziamento del carbonio possono proteggere sia la biodiversità che i mercati del carbonio. Il Parco Nazionale della Giungla Gola è uno dei maggiori resti della Giungla Tropicale Guinea Alta, che in passato copriva una vastissima area dell’Africa Occidentale. La zona ha subito danni significativi a causa di attività estrattive e conflitti armati. Per questo motivo, nel 2010, Sierra Leone ha protetto 700 km² di questa foresta.


Il monitoraggio all’interno del parco ha confermato che è un hotspot di biodiversità, mostrando che le misure REDD+ hanno ridotto la deforestazione del 30%. Tuttavia, nessuno studio precedente aveva collegato queste due informazioni, prima che Sagar e il suo team decidessero di esplorare se gli insetti e le altre specie beneficiassero dalla riduzione della deforestazione.

Per effettuare questa analisi, i ricercatori hanno sfruttato un’area protetta in Liberia, con habitat e fauna simili, ma priva di finanziamenti REDD+. La Giungla Gola confina anche con un’area agroforestale che riceve finanziamenti ma non è ufficialmente protetta. Queste aree diverse hanno funzionato come laboratori viventi, permettendo ai ricercatori di confrontare la biodiversità e determinare se i benefici derivassero dalle iniziative REDD+ o da altri fattori.

Metodi Innovativi di Monitoraggio della Biodiversità

La squadra ha selezionato due metriche per valutare la biodiversità: la saturazione del paesaggio sonoro e la ricchezza genetica. Per misurare la prima, hanno installato dispositivi di registrazione passiva in 133 siti. Analizzando i suoni captati, hanno potuto correlare una maggiore varietà di frequenze sonore a una biodiversità più elevata.

Inoltre, lo studio ha mostrato che la saturazione sonora era significativamente più alta nel Parco Nazionale della Giungla Gola rispetto all’area agroforestale. Gli studi hanno anche confermato che fattori ambientali come pioggia e altitudine erano simili tra le due aree.

Le scoperte si sono rivelate in linea con le esperienze dirette degli scienziati: il passaggio dall’area agroforestale a quella protetta era accompagnato da un cambiamento drammatico nel paesaggio sonoro, riflettendo una biodiversità più alta.


Analizzando la biodiversità acustica in relazione alla Liberia, i risultati si sono presentati più complessi. Sebbene la saturazione sonora totale fosse simile, l’area protetta da REDD+ mostrava più specie vocalizzatrici all’alba e a mezzogiorno, mentre la foresta liberiana aveva una maggiore diversità di suoni nel pomeriggio.

In aggiunta, i ricercatori si sono avvalsi di una tecnica conosciuta come metabarcoding DNA per identificare molteplici specie DNA in un singolo campione, prelevato da grosse trappole per insetti. Si è riscontrato un dato interessante: la diversità totale degli artropodi era più alta nell’area agroforestale rispetto a quella protetta da REDD+. Questo è spiegabile considerando che l’area gestita dalla comunità presenta molteplici habitat, favorendo così diversi insetti.

Fonti ufficiali:

  • Sagar, H. S., et al. (2026). Carbon finance initiatives can provide biodiversity benefits. Conservation Science and Practice, 8(4).
  • Malan, M., et al. (2024). Evaluating the impacts of a large-scale voluntary REDD+ project in Sierra Leone. Nature Sustainability, 7(2), 120-129.

L’integrazione di un monitoraggio di questo tipo potrebbe costituire un valore aggiunto ai progetti di finanziamento climatico, oltre a migliorare la comprensione dei vari fattori che influenzano la biodiversità. Sagar, intenzionato a continuare la sua analisi, sta anche collaborando con conservazionisti locali per potenziare gli sforzi di monitoraggio e affrontare le cause delle differenze osservate.

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Luigi Salemi: