Sicilia tra le regioni meno boschive d’Italia: foreste concentrate soprattutto nel Messinese
L’indagine evidenzia una distribuzione molto disomogenea delle aree forestali siciliane, con una forte concentrazione nella provincia di Messina. In particolare, il comune con il più alto indice di boscosità è Caronia, che può contare su 16.509 ettari di superficie forestale e un indice del 72,64%. Seguono Longi, con 2.597,94 ettari e un indice del 61,69%, e Casalvecchio Siculo, che raggiunge il 57,27% con 1.925,50 ettari di bosco.
Il rapporto sottolinea come il cuore verde della Sicilia sia rappresentato soprattutto dai grandi sistemi montani dei Nebrodi, delle Madonie, dei Peloritani, dei Sicani e dell’Etna. Al contrario, nei grandi comuni dell’Isola la presenza forestale appare molto più limitata: Noto registra un indice di boscosità del 6,88%, Monreale del 9,63% e Ragusa dell’8,08%.
Un altro dato significativo riguarda le comunità territoriali montane. Ben sette comunità siciliane presentano un indice di boscosità inferiore al 20%, un numero elevato se confrontato con il resto d’Italia, dove le aree con copertura forestale considerata trascurabile sono complessivamente quindici, di cui sette in Sardegna e una nell’Appennino centrale.
Secondo gli esperti, l’espansione dei boschi osservata in alcune zone sarebbe legata a fenomeni sociali come l’abbandono delle attività agricole, lo spopolamento delle aree interne e la crisi delle colture tradizionali, tra cui i castagneti.
Lo studio dedica spazio anche all’analisi economica delle comunità montane siciliane. Soltanto quattro delle diciannove comunità territoriali esaminate presentano un Pil pro capite superiore ai 25 mila euro annui. Inoltre, quindici comunità su diciannove mostrano una forte specializzazione agricola. Un dato che, secondo i ricercatori, può essere interpretato come indicatore di una struttura economica ancora fragile e poco diversificata.
L’indagine offre così una fotografia della Sicilia in cui il patrimonio forestale rappresenta una risorsa importante ma ancora limitata, strettamente legata alle aree montane e alle trasformazioni sociali ed economiche che interessano il territorio.
