Sicilia, economia in crescita nel 2025: Bankitalia promuove la ripresa ma avverte sui rischi del 2026

Sicilia, economia in crescita nel 2025: Bankitalia promuove la ripresa ma avverte sui rischi del 2026

Meno brillante il comparto dei servizi, che rappresenta circa l’80% del valore aggiunto regionale. Qui la crescita ha rallentato e il numero delle imprese che hanno registrato incrementi di fatturato è sostanzialmente equivalente a quello delle aziende in flessione.

Sul fronte turistico le presenze continuano ad aumentare, mentre il traffico passeggeri negli aeroporti siciliani è rimasto stabile rispetto al 2024. Positivo invece il trasporto marittimo, che ha registrato un incremento sia nella movimentazione di passeggeri sia delle merci, confermandosi un comparto strategico per l’economia isolana.

Investimenti e intelligenza artificiale, ma pesa l’incertezza

I risultati economici complessivamente positivi hanno consentito alle imprese di rafforzare la propria liquidità e di tornare a investire, favorite anche dalla riduzione del costo del credito.

Segnali incoraggianti arrivano anche dalla ZES Unica, dove i provvedimenti autorizzativi per nuovi investimenti in Sicilia sono più che raddoppiati, passando da 38 nel 2024 a 93 nel 2025. La quota dell’Isola sul totale nazionale è così salita dall’11 al 16%.

Prosegue inoltre la diffusione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi: oggi il 19% delle imprese siciliane utilizza strumenti di IA, soprattutto nella gestione dei rapporti con clienti e fornitori e nelle attività amministrative e contabili.

Nonostante questi segnali positivi, il clima di incertezza legato alle tensioni internazionali frena le aspettative. Quasi sei imprese su dieci prevedono infatti una riduzione degli investimenti nel corso del 2026.

Occupazione in aumento, ma restano criticità strutturali

Anche il mercato del lavoro continua a mostrare segnali favorevoli. Nel 2025 l’occupazione è cresciuta dello 0,9%, sebbene con un ritmo inferiore rispetto al biennio precedente, quando l’espansione aveva raggiunto il 4,6%.

Il tasso di disoccupazione è sceso dal 13% al 12,2%, mentre quello della disoccupazione di lunga durata è diminuito al 7,6%. Numeri che, pur evidenziando un miglioramento, restano sensibilmente superiori alla media nazionale.

Secondo Bankitalia persistono infatti difficoltà nell’inserimento lavorativo di disoccupati e inattivi, aggravate da un quadro demografico sfavorevole. Dal 2019 la popolazione residente in Sicilia si è ridotta del 2,1%, mentre quella in età lavorativa è diminuita del 4,4%, effetto del calo delle nascite, dell’invecchiamento e dell’emigrazione dei giovani.

Sul fronte dei redditi, le retribuzioni nel settore privato hanno continuato a crescere grazie ai rinnovi contrattuali, ma in termini reali non hanno ancora recuperato completamente le perdite accumulate tra il 2008 e il 2023.

Renato Schifani

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