Sequestro beni per 500mila € a Massimo Gentile, fiancheggiatore di Matteo Messina Denaro
Le operazioni del Ros si inseriscono nelle indagini patrimoniali avviate nel settembre del 2024. Gli accertamenti hanno evidenziato la “qualificata pericolosità sociale” di Gentile, ritenuto tra coloro che hanno agevolato la latitanza di Messina Denaro.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Gentile avrebbe ceduto la propria identità al boss per acquistare mezzi di trasporto, sottoscrivere polizze assicurative e compiere operazioni bancarie. L’analisi dei redditi e del tenore di vita della famiglia di Gentile ha messo in luce una marcata discrepanza tra le entrate ufficiali e le spese sostenute, indicando l’impiego di risorse presumibilmente di natura illecita.
L’importanza dell’operazione
Questa nuova azione del Ros non solo mira a recuperare beni di provenienza sospetta, ma rafforza anche il quadro investigativo relativo alla rete di fiancheggiatori di Messina Denaro. Finora, le indagini hanno portato all’arresto di 16 persone coinvolte nel sostegno al boss, evidenziando come la latitanza del capo mafioso fosse sostenuta da un gruppo organizzato e strutturato di collaboratori.
Il sequestro dei beni ha lo scopo di colpire economicamente la criminalità organizzata e ridurre le risorse a disposizione dei sodalizi mafiosi, in linea con le strategie delle forze dell’ordine per prevenire ulteriori attività illecite.
