Sei santuari marini riconosciuti come Blue Parks, quattro si trovano in Africa.

Sei santuari marini riconosciuti come Blue Parks, quattro si trovano in Africa.

La creazione di questi luoghi di protezione non è semplice e le modalità di gestione sono diverse. Ad esempio, il Parco Nazionale di Nosy Tanihely, situato nell’arcipelago di Nosy Be al largo della costa nord-occidentale del Madagascar, è completamente auto-finanziato. Secondo il direttore del parco, Landisoa Randimbison, le entrate derivano dalle tasse turistiche, rendendo Nosy Tanihely un caso unico in Madagascar.

Modelli di Gestione e Coesistenza

La gestione di Nosy Tanihely avviene attraverso una cooperazione tra Madagascar National Parks (MNP) e un’associazione locale che rappresenta i portatori di interesse. Questa sinergia include pescatori e operatori turistici, le cui attività possono influenzare l’ecosistema marino. Altre AMP premiate, come il Banc-des-Américains in Canada, vedono una gestione condivisa tra il governo federale canadese, quello provinciale del Québec e le Prime Nazioni Mi’kmaq, custodians di queste terre. La partecipazione attiva delle comunità locali è fondamentale per una gestione efficace di queste aree.


In diverse realtà, come la Marine Protected Area di Rapa Nui, la situazione si fa più complessa. Situata nella vasta zona economica esclusiva di Rapa Nui (conosciuta anche come Isola di Pasqua), questa AMP è gestita dalle comunità indigene e dal governo cileno. La partecipazione dei gruppi indigeni nella gestione è stata precedentemente criticata, ma oggi il loro impegno è evidente, come dimostra il senso di orgoglio che si percepiva tra i delegati Rapa Nui durante la cerimonia di premiazione.

Sostenibilità e Finanziamento

La Marine Protected Area di Kawawana in Senegal è un altro esempio di come le comunità locali possano essere coinvolte nella conservazione. Questa AMP è stata creata nel 2008 attraverso un’iniziativa comunitaria e riconosciuta nel 2010 come territorio e area conservata dai Popoli Indigeni e dalla comunità (ICCA). La sua gestione integra sistemi di governance tradizionali con pratiche locali. Le comunità qui sono responsabili della tutela e della sostenibilità delle risorse marine.

In Madagascar, il Parco Nazionale di Nosy Hara è noto per ospitare il più grande sito di nidificazione delle tartarughe marine del paese e include anche importanti zone di pesca per i residenti locali. Aree come il Parco Nazionale Sahamalaza-Iles Radama evidenziano la biodiversità marina dell’arcipelago, con la presenza di diverse specie di pesci e fauna marina. Questo parco è supportato da organismi di conservazione e ONG, che contribuiscono finanziariamente e operativamente alla sua gestione.


“Il finanziamento rimane una sfida significativa”, ha affermato Fatou Ndoye, segretario esecutivo della Convenzione di Abidjan presso il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente. È chiaro che designare le aree protette è solo il primo passo; una gestione efficace richiede investimenti a lungo termine.

Con il sistema di Blue Park Awards, le aree protette che superano le revisioni annuali possono continuare a ricevere riconoscimenti. Ad esempio, quest’anno, sono stati premiati anche il Riserva Speciale dell’Atollo Aldabra nelle Seychelles e il Parco Marino Kisite-Mpunguti in Kenya per l’efficace standard di protezione mantenuto.

La Strada da Percorrere per la Conservazione

La protezione delle nostre risorse marine non deve essere un obiettivo simbolico, ma deve tradursi in risultati tangibili per la biodiversità e le comunità costiere. È fondamentale che le AMP siano gestite in modo efficace, finanziate adeguatamente e collegate ecologicamente per garantire un futuro sostenibile per i nostri oceani.

Per ulteriori informazioni, è possibile consultare fonti ufficiali come il Marine Conservation Institute e il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente.

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