Scoperti 24 nuove specie nell’oceano in zone prospettate per l’estrazione di metalli per batterie.

Scoperta di 24 nuove specie di crostacei nel Pacifico

Un team di scienziati ha recentemente identificato 24 nuove specie di piccoli crostacei provenienti da una profonda abissale nel Pacifico centrale, situata a circa 4.000 metri sotto la superficie. Questo straordinario ritrovamento è avvenuto nella Zona Clarion-Clipperton (CCZ), una vasta area oceanica ricca di minerali preziosi come nichel, cobalto e rame. Questa regione è considerata una delle più ricercate al mondo per l’estrazione mineraria.

È stimato che oltre il 90% delle specie presenti nella CCZ non sia ancora stato descritto. In un contesto di crescente interesse per l’estrazione di minerali critici, è fondamentale approfondire la conoscenza della biodiversità di quest’area. Uno studio del 2025 ha rivelato che un test di estrazione mineraria ha portato a una riduzione del 37% della densità di animali nelle tracce lasciate delle macchine, evidenziando il costo ecologico associato a tali attività.


La varietà e l’importanza degli nuovi crostacei scoperti

I ricercatori hanno estratto campioni dalla CCZ, riportando alla luce creature con forme e caratteristiche diverse: alcuni presentano lunghe zampe sottili, mentre altri hanno corpi più compatti. Alcuni di essi sembrano nutrirsi del sedimento circostante, mentre altri hanno chele sviluppate, suggerendo un comportamento predatorio su altri abitanti del fango del fondo marino.

Le nuove specie appartengono tutte al gruppo degli anfipodi, crostacei simili a gamberi, che si sono evoluti nel fondale oceanico in milioni di anni. Tra le nuove scoperte, troviamo una superfamiglia mai vista prima, i Mirabestioidea, e una nuova famiglia, i Mirabestiidae, che rappresentano linee evolutive precedentemente sconosciute.


La ricerca è stata pubblicata sulla rivista ZooKeys e ha coinvolto scienziati da vari paesi, riuniti in un workshop di tassonomia all’Università di Łódź in Polonia. Questo incontro ha permesso una descrizione rapida delle nuove specie, contribuendo all’iniziativa “Mille motivi” dell’Autorità Internazionale per il Fondo Marino, che ha come obiettivo la formalizzazione di 1.000 nuove specie di fauna profonda entro il 2030.

Una delle nuove specie, chiamata Mirabestia maisie, è stata dedicata alla figlia di uno dei ricercatori, mentre un’altra specie, Lepidepecreum myla, prende spunto da un personaggio del videogioco Hollow Knight, simboleggiando la lotta per la sopravvivenza nel buio totale degli abissi.


L’urgenza della ricerca nella Zona Clarion-Clipperton

Eva Stewart, scienziata del Museo di Storia Naturale del Regno Unito, ha sottolineato che attualmente sono stimati circa 5.600 specie nella CCZ, delle quali il 90% è ancora da scoprire. Anna Jażdżewska, professoressa all’Università di Łódź, ha dichiarato che attribuire nomi a nuove specie fornisce loro un “passaporto per vivere”, rendendo necessaria la loro protezione.

Grazie alle recenti scoperte, i ricercatori sono fiduciosi di poter catalogare completamente la fauna di anfipodi della CCZ orientale entro un decennio, sempre che il fondale marino rimanga intatto. La crescente pressione per l’estrazione mineraria rende questo obiettivo ancor più urgente. La CCZ è caratterizzata dalla presenza di noduli metallici, che sono appetibili per la produzione di batterie e tecnologie energetiche sostenibili.


Nel gennaio 2025, la NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) ha approvato una nuova normativa che consente alle aziende di richiedere simultaneamente licenze di esplorazione e permessi di recupero commerciale, semplificando il processo precedente. La Metals Company, un’impresa mineraria canadese, ha presentato una domanda per un’area di circa 65.000 km², un territorio che rappresenta circa il doppio della grandezza del Belgio.

Recenti studi hanno messo in evidenza i costi ecologici legati all’estrazione mineraria. Un’indagine pubblicata nel dicembre 2025 ha mostrato che l’industria mineraria ha portato a una diminuzione significativa della biodiversità nella CCZ, con una perdita del 37% degli animali e del 32% delle specie nelle aree colpite dalle macchine di estrazione.


La scoperta di queste nuove specie evidenzia quanto sia ancora poco conosciuta la biodiversità del nostro pianeta, e sottolinea l’importanza di un approccio sostenibile nell’uso delle risorse marine. È necessario continuare a esplorare e proteggere gli oceani, in particolare aree fragili come la CCZ.

Fonti:

  • Horton, T. et al. (2026). Nuovi anfipodi di mare profondo dalla Zona Clarion-Clipperton: 24 nuove specie descritte nell’iniziativa di conoscenza sostenibile del fondo marino: progetto Mille motivi. ZooKeys.
  • Stewart, E. C. et al. (2025). Impatti di un test minerario industriale sulla biodiversità macrofaunistica. Nature Ecology & Evolution.

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Luigi Salemi: