Scoperte in Giappone: immagini social portano alla prima registrazione di una specie di vespa parassita.

Scoperta inaspettata in Giappone: il Eupelmus curvator

Recenti immagini di una vespa iridescente, condivise sui social media da appassionati in Giappone, hanno portato a un’importante scoperta: si tratta della prima registrazione della specie Eupelmus curvator nel paese. Grazie a queste immagini, i ricercatori sono riusciti a descrivere, per la prima volta, anche il maschio di questa specie.

Le foto e un video delle vespe sono stati pubblicati nel 2018 e nel 2021 da due scienziati cittadini su Twitter (ora X). Il video mostra una vespa femmina mentre depone le uova su un resistente involucro di uova di una mantide.


La scoperta delle uova di mantide

Taisuke Kawano, esperto di vespe presso il Museo dell’Università di Kyushu in Giappone, ha notato il video e ha contattato gli appassionati di vespe, che gli hanno inviato alcuni esemplari. Gli scienziati cittadini sono co-autori di uno studio pubblicato a giugno, che descrive i risultati della ricerca. Kawano e il suo team hanno identificato la vespa come Eupelmus curvator, una vespa parassitoide che depone le proprie uova negli involucri delle mantidi. Le larve si nutrono delle uova della mantide mentre si sviluppano.

I ricercatori hanno affermato che le immagini condivise sui social media rappresentano la prima registrazione nota di Eupelmus curvator in Giappone. Prima di questa scoperta, la specie era stata documentata solo in Cina. Inoltre, gli scienziati sono stati in grado di descrivere per la prima volta il maschio di E. curvator, che fino ad allora era sconosciuto.


Per la prima volta, la vespa è stata osservata mentre attaccava le uova della mantide a ali strette (Tenodera angustipennis). In un singolo involucro di uova, gli scienziati hanno trovato ben 77 vespe e solo pochi embrioni di mantide non mangiati. Kawano ha sottolineato che solo cinque specie note di vespe Eupelmus parassitano gli involucri delle uova di mantide.

Gli entomologi stimano che potrebbero esistere fino a un milione di specie di vespe parassitoidi, molte delle quali non sono ancora state descritte o scoperte. Ciò dimostra come, grazie ai social media, la ricerca sulla biodiversità possa trarre grande beneficio dalle osservazioni effettuate dagli utenti.


Kawano ha dichiarato: “I social media possono essere uno strumento molto utile per rilevare comportamenti insoliti, associazioni tra ospiti o registrazioni provenienti da regioni non documentate”. La scoperta in questione è iniziata proprio con un post che segnalava l’emergere di una vespa sconosciuta da un ooteche di mantide.

È importante notare che, secondo Kawano, i social media non devono sostituire i sondaggi sul campo. “Fotografie e video forniscono solo informazioni limitate, e gli esemplari sono spesso essenziali per l’identificazione accurata, soprattutto in insetti di piccole dimensioni”, ha aggiunto. Pertanto, i social media dovrebbero essere visti come un modo per ampliare le possibilità di indagine per i ricercatori.


Anche Michael Ohl, esperto di vespe presso il Museo di Storia Naturale di Berlino, ha commentato che le osservazioni digitali, come quelle relative a E. curvator, non possono sostituire la raccolta di esemplari necessari per descrizioni formali delle specie. “La raccolta digitale dovrebbe completare piuttosto che sostituire le collezioni museali”, ha affermato, evidenziando che uno dei suoi punti di forza è aiutare i tassonomisti a identificare materiali promettenti per studi futuri.

La scoperta di Eupelmus curvator rappresenta quindi una tappa significativa nel campo della ricerca entomologica. La sinergia tra scienza tradizionale e nuove tecnologie ci offre l’opportunità di ampliare la nostra comprensione della biodiversità e delle complessità degli ecosistemi. La continua collaborazione tra scienziati e appassionati è cruciale per rivelare il mistero di tante specie ancora sconosciute, in un mondo in cui la biodiversità è sempre più in pericolo.

Fonti: Mongabay, Università di Kyushu

Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it

Luigi Salemi: