Scoperta una ‘caverna a bolle’ per proteggere la foca più rara dal contatto umano.
I ricercatori sono rimasti sorpresi nell’osservare che le foche preferivano utilizzare la caverna a bolle “umida e meno confortevole” rispetto alla caverna principale. Nonostante quest’ultima fosse più idonea alla riproduzione e alla muta, la caverna a bolle sembra offrire un rifugio sicuro per riposare e sfuggire alla presenza indesiderata degli esseri umani.
Negli intensi mesi estivi, il turismo nella regione dell’Ionio raggiunge livelli elevati, con i visitatori talvolta che si avvicinano troppo alle foche, arrivando persino a seguirle all’interno delle grotte. Recentemente, sono state istituite zone di non accesso attorno a Formicula per proteggere queste creature vulnerabili.
Gonzalvo ha sottolineato che future valutazioni degli habitat delle foche monache mediterranee dovrebbero prendere in considerazione anche le caverne a bolle come parte cruciale del loro ambiente naturale.
Jason Baker, biologo marino non coinvolto nello studio, ha dichiarato a Science che “è utile catalogare questo tipo di habitat”, ma ha anche aggiunto che sarebbe ideale se fosse possibile proteggere maggiori spazi affinché le foche non debbano allontanarsi dagli esseri umani.
Per ulteriori dettagli e scoperte scientifiche, è possibile consultare fonti come la IUCN e il Tethys Research Institute, che continuano a monitorare e studiare le dinamiche della fauna marina nel Mediterraneo.
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