Scienziato di Gaza continua a monitorare le mante nonostante la guerra in corso.
Le atrocità della guerra hanno anche minato le condizioni necessarie per la scienza. Sono state distrutte istituzioni, siti di ricerca, archivi, attrezzature e aule. Le vite delle persone, la cui conoscenza potrebbe non essere mai più ricostruita nella stessa forma, sono state interrotte. La conservazione dipende da queste persone: i ricercatori locali che conoscono la costa, i pescatori che ricordano cosa veniva a riva e gli studenti che avrebbero potuto portare avanti questi lavori.
Per approfondire, è disponibile l’intervista completa con Mohammed Abu Daya sul sito ufficiale di Mongabay.
Immagine di intestazione: Mohammed Abu Daya, a destra, raccoglie dati su un raggio diavolo spinetto a Gaza nel 2015. Immagine concessa da Mohammed Abu Daya e Giuseppe Notarbartolo di Sciara.
Fonti ufficiali:
- Mongabay
- UNESCO sulla Conservazione della Biodiversità
- International Union for Conservation of Nature (IUCN)
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