Scienziato di Gaza continua a monitorare le mante nonostante la guerra in corso.

Scienziato di Gaza continua a monitorare le mante nonostante la guerra in corso.

Le sfide nel contesto della guerra

Le pressioni sull’ambiente marino di Gaza sono già severe. Le restrizioni israeliane limitano dove possono operare i pescatori, mentre le risorse ittiche sono in calo. La povertà e i costi del carburante spingono le persone a catturare ciò che riescono a ottenere vicino alla costa. Nel 2013, un gruppo sostanzioso di raggi diavolo si avvicinò alle acque di Gaza e i pescatori ne catturarono diversi centinaia. Abu Daya non ha visto questo evento solo come un fallimento della conservazione, ma ha cercato di capire le cause che lo avevano determinato, inclusa l’assenza di sistemi locali di conservazione e la pressione sulle persone che vivono con poche alternative.

Con l’inizio del conflitto attuale, Abu Daya ha subito gravi perdite: ha perso la sua casa, il suo ufficio e l’accesso al mare. Università, biblioteche, barche da pesca, approdi e infrastrutture portuali sono stati distrutti. Ha dovuto affrontare spostamenti continui e ora vive, come molti altri a Gaza, con accesso limitato a cibo, acqua potabile, elettricità e internet.


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