Scienziati trovano metodo economico per allontanare gli squali dagli ami da pesca.
Risultati e implicazioni della ricerca
I risultati più significativi sono venuti dalla pesca demersale, cioè quella effettuata sul fondo marino, nelle acque costiere della Florida. I pescatori hanno utilizzato tre configurazioni: alcune con blocchi di zinco e grafite, altre con blocchi di plastica simili ma senza carica elettrica, e una terza senza blocchi. Gli ami accanto ai blocchi di zinco e grafite hanno catturato solo 58 squali, rispetto ai 155 nella configurazione con blocchi di plastica e 190 in quella senza blocchi. Questi risultati mostrano una riduzione significativa del 62,4% e 69,4%, rispettivamente.
Il team di ricerca ha anche tentato l’esperimento in altre due località. Un test nelle acque pelagiche della Florida ha dato pochi risultati per trarre conclusioni scientifiche, mentre il trattamento non ha funzionato nelle acque demersali del Massachusetts, dove quasi ogni amo ha catturato un squalo di tipo Squalus acanthias, indipendentemente dal trattamento.
Un futuro promettente per la pesca sostenibile
Kajiura ha osservato che il trattamento sarebbe stato poco efficace nel Massachusetts a causa della presenza prevalente di un pesce che “mangia tutto”. La cattura accidentale di squali nelle acque costiere della Florida potrebbe quindi rilevare applicabilità anche in contesti commerciali più ampi, poiché la maggior parte degli squali catturati in Florida appartiene alla famiglia Carcharhinidae, come lo squalo blu.
Eric Gilman, un biologo marino con sede a Honolulu e specialista nella riduzione della cattura accidentale di squali, ha descritto i risultati dello studio come “robusti” e “estremamente promettenti”. Tuttavia, è necessaria ulteriore ricerca per verificare l’efficacia del trattamento in altri contesti.
