Sale marino di Lombok, Indonesia, contaminato da microplastiche, secondo uno studio recenti.

Contaminazione da Microplastiche nel Sale Marino di Lombok

Il sale marino venduto nei mercati dell’isola di Lombok, in Indonesia, è contaminato da microplastiche, secondo un recente studio condotto da un team di ricerca guidato da Anna Ida Sunaryo Purwiyanto. Le microplastiche sono piccole particelle di plastica, aventi dimensioni inferiori a 5 millimetri, che si formano quando i rifiuti di plastica più grandi si degradano. Sono state trovate in vari ambienti, compresi frutti di mare e sale da tavola, suscitando preoccupazioni per la salute pubblica.

La gran parte dei rifiuti di plastica prodotti sulla terraferma finisce negli oceani, dove può degradarsi in microplastiche. Poiché il sale marino è ottenuto attraverso l’evaporazione dell’acqua salata, risulta particolarmente vulnerabile alla contaminazione da microplastiche quando l’acqua sorgente contiene tali particelle in sospensione. Gli scienziati stimano che negli oceani siano presenti milioni di tonnellate di inquinamento da plastica, il quale rappresenta, di gran lunga, la forma più consistente di inquinamento marino.


Un’indagine sui Campioni di Sale

Il team di ricerca ha raccolto 20 campioni di sale da venditori in 10 mercati nell’isola di Lombok. I ricercatori hanno estratto le potenziali particelle di microplastica dai campioni e le hanno analizzate utilizzando un microscopio stereo. Ogni campione di sale conteneva microplastiche, indicando una contaminazione diffusa nei mercati esaminati. I ricercatori hanno riscontrato alcune variazioni nei livelli di contaminazione da microplastiche nei vari mercati e tra il sale cristallino e quello fine. Tuttavia, i risultati hanno mostrato costantemente che il materiale sorgente per il sale, ovvero l’oceano che circonda Lombok, è contaminato con microplastiche.

È interessante notare che il sale cristallino presentava livelli di microplastiche più elevati rispetto al sale fine, probabilmente perché il sale fine viene lavato e filtrato, rimuovendo alcune particelle di microplastica. Gli studiosi concludono che un’ulteriore fase di lavaggio e filtraggio del sale potrebbe ridurre ulteriormente i livelli di contaminazione da microplastiche.


Il rapporto sottolinea inoltre che l’assenza di linee guida standardizzate per le microplastiche nei prodotti salini rappresenta una limitazione significativa per ridurre la contaminazione. Integrare il monitoraggio delle microplastiche negli standard nazionali di sicurezza alimentare e qualità del sale fornirebbe un quadro più coerente per la valutazione e il controllo della qualità.

Tamara Galloway, ricercatrice sulle microplastiche presso l’Università di Exeter nel Regno Unito e non coinvolta nello studio, ha affermato che la presenza di microplastiche nel sale marino è conosciuta e riportata da anni, e che i risultati sull’isola di Lombok confermano studi precedenti. Galloway ha aggiunto che, data la bassa densità della plastica rispetto all’acqua di mare, è molto probabile che si formino hotspot di accumulo in determinate località. Il rischio per la salute umana derivante dall’ingestione di microplastiche nel sale marino è considerato molto basso, specialmente in confronto ad altre fonti di microplastiche e contaminanti presenti nella nostra alimentazione quotidiana.


Questo studio solleva interrogativi importanti riguardo alla sicurezza del sale marino e alla qualità alimentare in generale. È fondamentale che vengano adottate misure efficaci per monitorare e limitare la contaminazione da microplastiche, specialmente nei prodotti alimentari. La collaborazione tra enti di ricerca, industrie alimentari e governi è necessaria per affrontare questo problema emergente, garantendo che il nostro cibo sia sicuro e sano.

Fonti ufficiali: PubMed Central, World Health Organization.

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Luigi Salemi: