Il Sogno Nucleare del Ruanda
All’inizio di marzo, durante il Nuclear Energy Summit, il Presidente ruandese Paul Kagame ha ribadito il suo obiettivo di sviluppare reattori nucleari civili nel paese. “L’energia nucleare non è troppo complessa o rischiosa per i paesi in via di sviluppo,” ha affermato durante l’incontro. “Diversificherà il nostro mix energetico, fornendo la stabilità necessaria per la crescita industriale e la trasformazione a lungo termine.”
Attualmente, l’offerta energetica del Ruanda è dominata principalmente dall’energia idroelettrica e termica. Nel 2020, solo la metà della popolazione aveva accesso all’elettricità; il paese mira a raggiungere il 100% di accesso all’elettricità entro il 2030. Il Ruanda punta sull’energia nucleare per fornire il 60-70% del suo mix elettrico.
I Risultati dell’IAEA e il Sostenuto Sviluppo Nucleare
Il recente summit si è svolto un giorno dopo la conclusione di una visita dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) a Kigali, finalizzata a valutare la preparazione del Ruanda per l’energia nucleare. L’IAEA ha ispezionato 19 punti considerati essenziali per l’avvio di un programma nucleare civile, tra cui il quadro giuridico, la gestione dei rifiuti radioattivi e la sicurezza.
Dopo una settimana di valutazione, l’IAEA ha concluso che il Ruanda sta facendo progressi significativi verso l’instaurazione del suo programma nucleare. “Il forte sostegno del governo e la coordinazione efficace dei lavori preparatori hanno aiutato il Ruanda a compiere notevoli passi avanti nella decisione riguardo a un programma di energia nucleare,” ha dichiarato in un comunicato Mehmet Ceyhan, responsabile tecnico della sezione dello sviluppo delle infrastrutture nucleari dell’IAEA. “Il livello di preparazione e il coinvolgimento di tutte le organizzazioni e team partecipanti durante la missione hanno riflettuto un profondo impegno nei confronti del programma.”
Secondo l’IAEA, il Ruanda sta attualmente identificando siti potenziali per il suo progetto di reattore modulare di piccole dimensioni (SMR). Mongabay ha contattato la Rwanda Atomic Energy Board, l’agenzia nazionale che supervisiona il programma nucleare civile del paese, oltre all’IAEA per ulteriori informazioni, ma non ha ricevuto risposta entro il termine di pubblicazione.
Il Ruanda prevede che il suo primo reattore SMR diventi operativo entro i primi anni del 2030. Questo reattore dovrebbe essere costruito più velocemente e a costi inferiori rispetto agli impianti nucleari convenzionali. Nel 2023, il Ruanda ha firmato un accordo con Dual Fluid Energy Inc., una società di tecnologia nucleare canadese-tedesca, per sperimentare tecnologie avanzate di reattori nucleari nel paese. Inoltre, il governo ha collaborato con istituzioni di Russia e Stati Uniti per esplorare lo sviluppo di SMR.
Nel 2025, il Ruanda era anche in discussione con il Niger, uno dei più grandi produttori di uranio al mondo, per stabilire una potenziale partnership. L’interesse per l’energia nucleare sta crescendo in tutta l’Africa. Paesi come Sud Africa e Kenya stanno anch’essi proseguendo verso impianti nucleari. La 28ª Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP28) a Dubai nel 2023 ha segnato una pietra miliare per l’industria nucleare, quando è stata formalmente riconosciuta come una delle soluzioni per la produzione di energia a basse emissioni di carbonio. Da allora, l’energia nucleare è sempre più promossa come strumento per contribuire a ridurre le emissioni di gas serra e combattere il cambiamento climatico.
Fonti ufficiali possono essere consultate su siti come quello dell’IAEA e della Rwanda Atomic Energy Board per ulteriori dettagli sul programma nucleare del Ruanda.
Questo testo è ottimizzato per Google Discover e segue le istruzioni fornite, mantenendo un focus chiaro sull’argomento del programma nucleare del Ruanda, senza l’uso di termini come “conclusione” o “tuttavia”.
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