Ocelot raro avvistato a Cozumel: da specie in pericolo a invasiva.

La Scoperta Inaspettata dell’Ocelot a Cozumel

Nel 2016, i biologi che operavano a Cozumel, un’isola messicana nel Mar dei Caraibi, hanno esaminato le loro trappole fotografiche e sono rimasti sorpresi nel rilevare la presenza di un ocelot, una specie di felino selvatico considerata in pericolo nel paese. Ma questa scoperta ha sollevato anche preoccupazioni: gli ocelot sono predatori efficaci delle specie endemiche dell’isola, che non hanno esperienza o difese naturali contro questo felino di media grandezza.

Il dottor Luis-Bernardo Vázquez guida un team di ricerca presso il Laboratorio di Ecologia Urbana, El Colegio de la Frontera Sur-SLCL. Da anni studia la fauna di Cozumel, utilizzando strumenti che spaziano dalle trappole fotografiche a indagini su transect e strade.


Le Ricerche e le Preoccupazioni degli Scienziati

“Prima del 2016 non avevamo mai rilevato ocelot sull’isola,” afferma Vázquez. “Poiché avevamo anni di campionamenti precedenti senza registrazioni, crediamo che la specie non fosse presente sull’isola prima di quel momento.” Gli ocelot (Leopardus pardalis) stanno diminuendo in gran parte del loro habitat, che si estende dallo stato americano del Texas fino all’Uruguay. Negli Stati Uniti, sono elencati come specie in pericolo, ma ironia della sorte, rappresentano una minaccia indesiderata a Cozumel.

La presenza di un ocelot come predatore invasivo sull’isola di Cozumel potrebbe rappresentare un serio rischio per la fauna endemica, come il topo dal piede bianco di Cozumel (Peromyscus leucopus cozumelae), il topo raccoglitore di Cozumel (Reithrodontomys spectabilis), il ratto di riso di Cozumel (Oryzomys couesi cozumelae), il peccary nano (Dicotyles tajacu nanus) e il curassow di Cozumel (Crax rubra griscomi).


David Will, parte del gruppo di conservazione americano Island Conservation, ha ribadito l’importanza di considerare i valori legati alla conservazione: “Una specie può essere in pericolo in un luogo ed ecologicamente dannosa in un altro, e questo richiede alle comunità di decidere quale futuro vogliono per la loro isola.” Il caso dell’ocelot di Cozumel dimostra come la conservazione non riguardi solo le specie ma anche le loro interazioni con l’ambiente e le persone.

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Vázquez suggerisce che l’ocelot sia probabilmente giunto sull’isola a causa di attività umane. “Potrebbe trattarsi di un esemplare fuggito o liberato dalla cattività. Nel sud del Messico, talvolta i felini selvatici vengono tenuti illegalmente come animali domestici o utilizzati in attrazioni turistiche, quindi questa è una possibile spiegazione,” spiega.


Nonostante sia stato rilevato solo un ocelot a Cozumel, i ricercatori temono che potrebbe stabilirsi una popolazione riproduttiva se altri ocelot dovessero unirsi all’esemplare attuale. Già altre specie di predatori come le margay (Leopardus wiedii) e i boa constrictor (Boa constrictor) hanno stabilito popolazioni riproduttive sull’isola, costituendo una minaccia per la fauna endemica locale.

Cozumel ospita un numero significativo di animali endemici e storicamente ha avuto pochi predatori, il che rende l’introduzione di nuovi carnivori una problematica di conservazione. Vázquez sottolinea che “è importante continuare a monitorare la situazione e prevenire nuove introduzioni in futuro.”

La sfida è complessa, dati i vari interessi e priorità che si in gioco nel panorama della conservazione. La gestione sostenibile di questa problematica richiede cooperazione tra scienziati, comunità locali e autorità governative, affinché la biodiversità di Cozumel possa essere protetta adeguatamente.

Fonti ufficiali: Mongabay, IUCN, Conservation International.

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Luigi Salemi: