Rive Amazoniane: i pesci respirano e ingeriscono plastica, un allarme ambientale preoccupante.
Il pirarucu (Arapaima gigas) non può sopravvivere più di 10 minuti senza emergere per respirare. Si affida a un organo respiratorio connesso alla sua vescica natatoria modificata, una necessità che lo espone direttamente alle microplastiche che affiorano in superficie. Supportato da ricerche condotte in collaborazione con l’Università della Columbia Britannica, Val e il suo team hanno pubblicato un articolo che delinea i pericoli connessi a questa esposizione. Le microplastiche possono causare danni meccanici all’organo respiratorio, bloccando la glottide e compromettendo il controllo respiratorio.
Inoltre, Val evidenzia che le microplastiche possono “sequestrare” elementi essenziali per la fisiologia dei pesci, come sodio, potassio e calcio, rendendoli indisponibili per le normali funzioni corporee. “D’altro canto, la microplastica è un elemento estraneo all’interno dell’organismo,” aggiunge Val. “L’organismo tenta di attaccarla, provocando processi infiammatori, il che crea un ciclo vizioso in cui l’energia dell’animale è diretta a combattere le microplastiche, innescando altri processi patologici.”
