Ritorno in natura: i lori lente faticano a sopravvivere dopo la liberazione.
Jahidul Kabir, deputato conservatore capo delle foreste del Bangladesh, ha sottolineato che nel paese esistono protocolli di rilascio rigorosi per specie più carismatiche, come tigri e elefanti, mentre per i loris non esistono linee guida specifiche, essendo poco studiati e compresi.
“Dopo questi insegnamenti, ci rendiamo conto che dobbiamo sviluppare un protocollo di rilascio specifico per i loris,” ha dichiarato Kabir. L’approccio cauteloso potrebbe aiutare a prevenire ulteriori mortalità legate ai rilasci.
Le raccomandazioni degli esperti suggeriscono l’importanza di selezionare i siti di rilascio basandosi su valutazioni approfondite e monitoraggio post-rilascio, per garantire che gli animali non vengano rilasciati in habitat inappropriati o pericolosi. Queste misure possono contribuire a migliorare i tassi di sopravvivenza negli habitat selvatici.
Da un punto di vista più ampio, la questione del traffico di fauna selvatica deve essere affrontata, poiché il salvataggio e il rilascio non risolvono la fonte del problema, ovvero il commercio illegale stesso. La soluzione finale deve essere rivolta a prevenire il bracconaggio nel suo complesso.
Per di più, le indagini evidenziano l’importanza di considerare l’ecologia degli animali e le condizioni ambientali prima di procedere con i rilasci. La conservazione delle specie e il benessere degli individui devono essere gestiti in equilibrio, affinché le pratiche di rilascio non risultino dannose per le specie in pericolo.
Fonti:
- Al-Razi, H., et al. (2026). A new home is a death trap: Reinforcement at a translocation release site leads to fatalities in an endangered primate species. Global Ecology and Conservation.
- Starr, C., et al. (2010). Traditional use of slow lorises Nycticebus bengalensis and N. pygmaeus in Cambodia: An impediment to their conservation. Endangered Species Research.
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