Ripristino della terra nel Kalahari: fauna selvatica e guadagni dai crediti di carbonio.

Ripristino della terra nel Kalahari: fauna selvatica e guadagni dai crediti di carbonio.

All’inizio del XX secolo, la caccia, le recinzioni e le strade hanno drasticamente ridotto le popolazioni animali, alterando anche la vegetazione e la chimica del suolo. La reintroduzione di specie erbivore come springbok, giraffe, kudu ed eland nella Riserva Tswalu sta giocando un ruolo fondamentale nel recupero del paesaggio. Gli erbivori, attraverso il loro pascolo e i loro escrementi, contribuiscono a fertilizzare il suolo, che viene poi assorbito dalle piante, migliorando così la produttività vegetale.

Le feci degli erbivori non solo forniscono materia parzialmente digerita facilmente convertibile da parte dei microorganismi del suolo, ma rispetto ai materiali vegetali non digeriti, offrono una maggiore disponibilità di nutrienti. Questo processo aumenta la stabilità del carbonio nel suolo. Diversi studi hanno evidenziato come i benefici microbici siano presenti solo per gli animali selvatici e non per il bestiame. L’uso di antibiotici nel bestiame compromette la salute del suolo, uccidendo i microorganismi vitali per gli ecosistemi carboniosi e ricchi di nutrienti.

La Riserva Tswalu ha attualmente emesso oltre 34.000 crediti di carbonio e punta a superare i 275.000. Mentre la scienza intorno al ripristino del suolo e alla sequestrazione del carbonio continua ad evolversi, MacFadyen sottolinea che i risultati sono già promettenti: “Il fatturato derivante dal progetto del carbonio ha un ruolo fondamentale nel lungo termine, contribuendo a garantire la sostenibilità della Tswalu”.


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