Ripristino della terra nel Kalahari: fauna selvatica e guadagni dai crediti di carbonio.

Ripristino della terra nel Kalahari: fauna selvatica e guadagni dai crediti di carbonio.

Nel contesto della Riserva Tswalu, il processo di reintroduzione della fauna selvatica sta contribuendo a ripristinare i suoli degradati della regione, generando incredibili flussi di entrate attraverso i mercati del carbonio. Duncan MacFadyen, esperto di ricerca e conservazione presso Oppenheimer Generations, afferma: “Tswalu dimostra come il ripristino della fauna possa mitigare i cambiamenti climatici attraverso la conservazione del carbonio nel suolo e migliorare la produttività del terreno”. Questa famiglia, proprietaria della riserva dal 1999, ha ampliato l’area a più di 118.000 ettari, un’estensione superiore a quella di Hong Kong. Il loro obiettivo primario è riportare un ecosistema funzionante, reintroducendo erbivori e predatori nativi e, di conseguenza, incrementando il carbonio nel suolo.

Il Clima Estremo della Regione

Localmente la regione è conosciuta come “il posto senza acqua”, con una media annuale di precipitazioni compresa tra i 10 e i 50 cm. Nonostante ciò, questo clima arido riesce a sostenere una fauna selvatica rara e adattata al deserto. Storicamente, immense mandrie di antilopi springbok (Antidorcas marsupialis) si muovevano seguendo le piogge stagionali e le nuove erbe. Gli indigeni San paragonavano il numero di springbok alle stelle della Via Lattea, mentre i coloni europei descrivevano mandrie che si estendevano per oltre 160 chilometri e 24 chilometri di larghezza.


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