Il rimpasto del governo regionale siciliano entra nella fase decisiva e passa da una scelta chiave di Fratelli d’Italia: chiedere un passo indietro all’assessore Elvira Amata oppure confermarle la fiducia nonostante il processo per corruzione che la vedrà imputata a partire da settembre.
A Enna è in programma una riunione a porte chiuse con i vertici del partito, alla presenza di Arianna Meloni e Giovanni Donzelli, insieme alla classe dirigente siciliana. L’incontro, organizzato dal commissario regionale Luca Sbardella, dovrebbe sciogliere il nodo principale: conferma o sostituzione dell’assessore.
Le mosse di Schifani e la corsa contro il tempo
Dall’esito del vertice dipenderanno le decisioni del presidente della Regione Renato Schifani, che punta a chiudere la partita entro martedì. L’obiettivo è consentire ai nuovi assessori di giurare entro mercoledì e completare la composizione degli staff prima del 30 aprile.
Dopo quella data, infatti, scatterà il blocco delle assunzioni di personale esterno negli uffici di gabinetto, legato alla mancata approvazione del rendiconto regionale 2025. Una scadenza che rende ancora più serrata la trattativa politica in corso.
Se Amata dovesse lasciare la giunta, anche Luca Sammartino – anch’egli a processo per corruzione in un’altra vicenda – verrebbe sostituito dalla Lega. In caso contrario, il rimpasto sarebbe più limitato e riguarderebbe soprattutto la redistribuzione delle deleghe attualmente ad interim.
Deleghe, equilibri e il nodo sanità
Nel caso di una soluzione “soft”, Schifani si limiterebbe ad assegnare due assessorati vacanti – Funzione pubblica e Politiche sociali – rispettivamente a esponenti indicati da Dc e Mpa.
Resta però un ulteriore nodo politico da sciogliere nelle prossime ore: quello dei tecnici in giunta. In particolare, è in discussione la delega alla Sanità, oggi affidata a Daniela Faraoni. Una parte di Forza Italia spinge per un cambio politico, chiedendo che l’assessorato venga assegnato a un proprio esponente.
Le prossime 48 ore saranno dunque decisive per definire assetti e nuovi equilibri del governo regionale, in un clima segnato da tensioni politiche e dalla necessità di rispettare tempi tecnici sempre più stringenti.