Rientro Dc in giunta, tensioni interne frenano l’accordo con Schifani

Dopo il vertice con Schifani emergono divisioni interne: Abbate o Abbadessa per l’assessorato

Non è stato l’incontro decisivo atteso per chiudere il rientro della Dc nella giunta regionale siciliana. Dal vertice tra il presidente della Regione Renato Schifani e i tre commissari del partito emergono infatti segnali di tensione interna che rischiano di complicare l’accordo politico.

Durante il confronto, i commissari avrebbero indicato come possibile assessore il deputato regionale Ignazio Abbate, attuale presidente della commissione Affari istituzionali dell’Ars. Tuttavia, nelle stesse ore ha iniziato a circolare un documento firmato da sette segretari provinciali su nove, che propone invece il nome dell’avvocata Laura Abbadessa, presidente del partito in Sicilia.

Secondo alcuni osservatori, il documento non rispecchierebbe pienamente la linea emersa nel vertice e sarebbe stato diffuso per indebolire l’intesa, evidenziando una mancanza di sintesi politica all’interno della Democrazia cristiana.

Il nodo politico e la questione leadership


Nel documento si sottolinea come la Dc continui ad avere una presenza “significativa, radicata e attiva” sul territorio, nonostante le difficoltà legate all’assenza di una leadership condivisa. Un passaggio che fotografa le attuali divisioni interne al partito.

Particolare apprezzamento viene espresso proprio per Abbadessa, ritenuta una figura di rilievo sotto il profilo politico e legislativo, tanto da essere indicata da diversi segretari provinciali come possibile assessore alla Famiglia.

Il contrasto tra le due indicazioni – Abbate da un lato, Abbadessa dall’altro – rischia ora di rallentare il percorso di ricomposizione della crisi apertasi dopo il caso Salvatore Cuffaro e le dimissioni degli assessori Andrea Messina e Nuccia Albano.

Schifani: “Nel centrodestra regola dei 10 anni per completare i programmi”

A margine di un incontro a Palermo, Schifani ha anche affrontato il tema della sua possibile ricandidatura, ribadendo una prassi consolidata nel centrodestra: quella di due mandati per completare un programma decennale.

Il governatore ha ricordato alcune eccezioni recenti, ma ha sottolineato come la regola generale resti quella della continuità amministrativa. Ha inoltre annunciato l’intenzione di rafforzare il confronto con i capigruppo all’Ars, trasformando i prossimi incontri in momenti strutturati di programmazione politica.

Schifani ha rivendicato il lavoro della maggioranza, soprattutto nei momenti più complessi, e ha posto l’accento sulla gestione dell’avanzo di bilancio, definendola una “grande scommessa” per il futuro dell’Isola.

Rifiuti ed energia: la strategia della Regione


Nel corso del suo intervento, il presidente ha ribadito anche la linea della Regione sul tema dei rifiuti e dell’energia. L’obiettivo è ridurre gli sprechi e incrementare la raccolta differenziata attraverso una campagna regionale.

Schifani ha sottolineato come i rifiuti possano rappresentare una risorsa, grazie anche all’utilizzo del combustibile solido secondario, ottenuto dal trattamento dei rifiuti non pericolosi. Questo materiale, utilizzato in ambito industriale, consente di ridurre fino al 90% il volume dei rifiuti e di produrre energia, diminuendo al contempo il ricorso alle discariche.

Una strategia che si inserisce nel più ampio piano regionale, che punta anche sulla realizzazione dei termovalorizzatori per chiudere il ciclo dei rifiuti e rafforzare l’autonomia energetica della Sicilia.

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