La scienziata e botanica Suzanne Simard è famosa per il suo fondamentale studio del 1997, nel quale ha dimostrato che due diverse specie di alberi possono condividere risorse. Questa scoperta ha stravolto il tradizionale pensiero forestale occidentale, portando a riconsiderare l’idea che gli alberi siano in competizione tra di loro. Al contrario, Simard ha aperto la strada all’idea che questi alberi possano sostenersi a vicenda e che le pratiche di disboscamento industriale possano trascurare la salute complessiva del bosco.
Negli ultimi anni, Simard ha sostenuto che le conoscenze indigene possono essere la chiave per salvare la Terra e le sue foreste. La reporter ambientale Erica Gies ha trascorso del tempo sul campo con Simard e i suoi collaboratori, esplorando il progetto più recente di Simard, il Progetto Madre Albero, che mira a trovare la forma di silvicoltura più sostenibile sia per le persone che per gli ecosistemi.
Il Progetto Madre Albero: un’Iniziativa Sostenibile
Gies si è unita a Mongabay Newscast per spiegare ciò che ha appreso da Simard e il motivo per cui sostiene le conoscenze e i sistemi indigeni, regolati da principi di reciprocità. La sua visione è radicalmente cambiata dopo aver letto la dissertazione dell’ecologa delle risorse ittiche Teresa Sm’hayetsk Ryan, ora collaboratrice di Simard.
“Ha realizzato che le persone sono anche una parte molto importante delle complesse relazioni forestali,” afferma Gies. “Questo è molto più vicino a una mentalità di reciprocità. Se prendi, devi anche restituire. C’è una responsabilità nel prendersi cura del sistema. Perché se no, e se ne sfruttiamo eccessivamente le risorse, sarebbe davvero facile morire di fame.”
Simard ha l’autorizzazione e la partecipazione delle nazioni indigene in nove siti della provincia canadese della Columbia Britannica per portare avanti questo progetto, che è concepito per durare almeno 100 anni, o idealmente 500, la durata di molte delle specie arboree in quest’area. Gies spiega che i risultati iniziali suggeriscono che mantenere intatta la maggior parte della copertura forestale è la chiave per la sostenibilità.
“Finora, i risultati mostrano che il 60% di copertura mantiene davvero una grande complessità del bosco e quelle relazioni forestali, oltre a una sana idrologia, prevenendo l’essiccazione del terreno … in alcuni ecosistemi sembra che il 30% possa essere sufficiente, ma sicuramente il disboscamento totale non sembra essere sostenibile.”
Nuovi Orizzonti di Riflessione sulle Pratiche Forestali
Mike DiGirolamo è l’ospite e produttore del Mongabay Newscast, basato a Sydney. Durante l’intervista, ha chiesto a Gies di approfondire le sue scoperte e le implicazioni del lavoro di Simard. “La sua ricerca ha catturato l’attenzione perché rappresenta una riflessione radicale sul modo in cui comprendiamo le foreste,” spiega DiGirolamo.
Simard ha messo in discussione il paradigma comunemente accettato in cui gli alberi vengono considerati semplicemente come risorse da sfruttare. Anziché essere viste come unità competitive, le foreste dovrebbero essere interpretate come sistemi complessi e viventi con cui gli esseri umani sono in relazione. “Questa nuova visione è cruciale per la conservazione,” osserva Gies.
L’interesse di Simard nel riportare le conoscenze indigene nella silvicoltura moderna si sposa con l’urgente necessità di affrontare le sfide ecologiche contemporanee. Il Progetto Madre Albero non si limita a studiare il comportamento delle piante; mira anche a integrare una vasta gamma di pratiche sostenibili per la gestione delle risorse naturali, basandosi su una coscienza reciproca e su relazioni di lungo termine.
I risultati preliminari del Progetto Madre Albero suggeriscono che una gestione forestale che preservi la biodiversità e l’integrità ecologica non solo è possibile, ma essenziale per garantire un futuro sano per i nostri ecosistemi. La cultura indigenissima e le pratiche tradizionali forniscono una strada di speranza, evidenziando la necessità di un approccio più olistico alle scienze forestali.
Inoltre, Simard e i suoi collaboratori stanno cercando di collegare le moderne scoperte scientifiche con le narrazioni e le pratiche ancestrali, contribuendo a una visione in cui il rispetto per la natura diventa intrinseco alla gestione delle risorse forestali.
Per approfondire le ricerche di Simard, i lettori possono consultare il suo articolo pionieristico pubblicato su Nature nel 1997: Simard, S. W., Perry, D. A., Jones, M. D., Myrold, D. D., Durall, D. M., & Molina, R. (1997). “Net transfer of carbon between ectomycorrhizal tree species in the field.” Nature, 388(6642), 579-582. doi:10.1038/41557.
Sempre più ricercatori e professionisti del settore stanno riconoscendo l’importanza delle relazioni reciproche nella gestione forestale e nel ripristino degli ecosistemi. I principi appresi dal Progetto Madre Albero hanno il potenziale per trasformare non solo le pratiche di disboscamento ma anche le interazioni tra gli esseri umani e il mondo naturale.
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