Indonesia intensifica la ‘guerra contro i rifiuti’ con indagine su disastro della discarica a Giacarta.

Tragedia al Pattumiera di Bantargebang

Il 8 marzo, sette operatori ecologici hanno perso la vita presso il pattumiera di Bantargebang, la più grande discarica del Sud-est asiatico, situata a est di Giacarta, capitale dell’Indonesia. L’ex ministro dell’ambiente, Hanif Faisol Nurofiq, ha dichiarato a Mongabay che potrebbero essere seguite accuse penali contro un ex responsabile dell’agenzia ambientale, coinvolgendo anche altri funzionari pubblici. Le indagini sono state annunciate solo due mesi dopo che il presidente Prabowo Subianto ha proclamato una “guerra contro i rifiuti”, in concomitanza con il rilancio dei piani per costruire inceneritori capaci di trasformare milioni di tonnellate di rifiuti domestici in elettricità.


Le Indagini e le Responsabilità

Le autorità indonesiane hanno avviato un’indagine penale su due alti dirigenti della sanità pubblica a seguito della tragedia e per presunti casi di mala gestione alle due principali discariche del paese. Questo è avvenuto pochi giorni dopo l’evento tragico al pattumiera di Bantargebang. Il 8 marzo, sette lavoratori ecologici sono stati sepolti sotto un’enorme frana di rifiuti solidi a causa di un cedimento strutturale, con sei ulteriori feriti riportati.

La discarica di Bantargebang, il più grande deposito di rifiuti dell’Indonesia, si estende per un’area equivalente a 200 campi da calcio e raggiunge un’altezza superiore ai 50 metri, superando la Statua della Libertà. Il ministro dell’ambiente, nel momento del disastro, ha dichiarato che Asep Kuswanto, l’ex capo dell’Agenzia Ambientale di Giacarta, era stato accusato ai sensi della legge ambientale del 2008.


Le indagini continue mirano a identificare la responsabilità per le morti e per la gestione inadeguata dei rifiuti. Asep potrebbe affrontare una pena di fino a cinque anni di carcere e una multa di 15 miliardi di rupiah (circa 870.000 dollari). Gli investigatori ambientali non escludono l’eventualità di ulteriori accuse contro altre persone coinvolte.

Il 16 marzo, l’agenzia di enforcement del ministero dell’Ambiente ha accusato I Made Teja, l’ex capo dell’Agenzia Ambientale di Bali, per una situazione simile nella discarica di Suwung, a Denpasar. Questa indagine si concentra sull’inquinamento delle risorse idriche circostanti, che sta danneggiando l’ambiente e la salute pubblica.

La Lotta Contro i Rifiuti

Il presidente Subianto ha lanciato la sua “guerra contro i rifiuti” in un discorso a febbraio, puntando i riflettori sulla crisi del rifiuto che affligge l’isola di Bali. Durante il suo discorso, ha evidenziato come l’afflusso di turisti e lavoratori remoti abbia aggravato la situazione. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, l’Indonesia produce circa 3,2 milioni di tonnellate di rifiuti plastici all’anno, rendendola il secondo maggiore contributore mondiale di rifiuti plastici.

Per risolvere il problema dei rifiuti entro il 2029, il governo sta riprendendo i progetti per smaltire i rifiuti attraverso la combustione e ha pianificato di investire in nuove infrastrutture per la gestione dei rifiuti. Il World Bank ha lanciato un progetto da 350 milioni di dollari per rendere la gestione dei rifiuti un servizio obbligatorio a livello locale. Inoltre, un nuovo consorzio statale è stato istituito per costruire e gestire 33 impianti di smaltimento rifiuti in energia in tutto l’arcipelago.


Le Conseguenze di una Gestione Inefficiente

La gestione dei rifiuti in Indonesia è sotto la supervisione di più di 500 governi distrettuali e comunali. Se non si registrano miglioramenti, il presidente ha avvertito che il governo centrale interverrà. Le misure drastiche volte a cambiare la situazione possono comportare sfide significative. Ad esempio, dal 1 aprile, il governo provinciale ha vietato i rifiuti organici nella discarica di Suwung, ma questo ha portato a un accumulo di spazzatura nelle strade e a un aumento delle combustioni domestiche.

Organizzazioni della società civile affermano che la morte di sette lavoratori, che operano in condizioni estremamente precarie, richiede una risposta seria e un cambio di rotta. Bagong Suyoto, presidente della National Waste Coalition, ha chiesto pene penali severe per chiunque venga trovato colpevole di negligenza. Il ministero dell’ambiente ha già emesso sanzioni amministrative per il non rispetto delle normative presso la discarica di Bantargebang.

Le richieste di ricognizione degli eventi che hanno portato alla recente tragedia sono alte, con suggerimenti affinché il governo esamini le cause e le insufficienze che hanno causato la perdita di vite umane. Un portavoce dell’Agenzia Ambientale di Giacarta non ha risposto alle richieste di commento durante la pubblicazione di questo articolo.

Fonti:
– Mongabay
– Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente
– World Bank

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Luigi Salemi: