Rete ospedaliera siciliana bocciata dal Ministero della Salute: nuova tegola per la giunta Schifani
dipendenti della sanità - sicilianews24.it - fonte: depositphotos
La bocciatura ministeriale alimenta le critiche interne alla giunta Schifani. Il responsabile sanità della Cgil Sicilia, Renato Costa, afferma: «Questo piano non ha alcuna visione, mette a rischio la salute dei pazienti e il lavoro di centinaia di medici e infermieri».
Dal Movimento 5 Stelle, i deputati Antonio De Luca e Carlo Gilistro denunciano che la Commissione sanità dell’ARS ha appreso la notizia dalla stampa, ribadendo che «questa rete è il trionfo dell’improvvisazione, solo un pessimo restyling di quella precedente». Secondo i pentastellati, il piano non considera fattori cruciali come il calo demografico, i flussi intraregionali e i dati di mortalità specifica per patologia, evidenziando «discrepanze impressionanti tra le province».
Anche all’interno di Forza Italia emergono tensioni: la scelta di lasciare l’assessorato alla Sanità a Fratelli d’Italia nel prossimo rimpasto è vista come «l’ammissione di un fallimento» da parte del presidente della Regione Renato Schifani.
Un decreto sotto accusa
Il decreto bocciato è il frutto di un lungo lavoro iniziato nell’era Faraoni-Iacolino, spostato poi al Policlinico di Messina poco prima che l’ex dirigente fosse travolto dall’inchiesta per corruzione e concorso esterno in associazione mafiosa. Il documento approvato in Commissione nel settembre scorso era già stato accompagnato da rilievi diretti al ministero, ma la giunta Schifani non ha fornito risposte soddisfacenti.
Secondo il ministero, i problemi riguardano non solo i numeri dei posti letto e la distribuzione dei reparti, ma anche la struttura complessiva della rete ospedaliera, dai servizi di emergenza alle reti specialistiche, fino all’organizzazione dei punti nascita.
La posta in gioco
La bocciatura ministeriale non è un semplice intoppo burocratico: mette in luce le criticità profonde della sanità siciliana e il rischio concreto di compromettere l’assistenza ai cittadini. La Regione dovrà integrare la documentazione, modificare il decreto e ripassarlo in giunta e in Commissione, con un ulteriore rallentamento della riforma della rete ospedaliera.
Il caso evidenzia come la Sanità siciliana sia sotto pressione da più fronti: inchieste giudiziarie, criticità gestionali e tensioni politiche interne rendono difficile portare avanti una pianificazione coerente e efficace. La bocciatura ministeriale, in questo contesto, assume i contorni di un campanello d’allarme per tutta la governance regionale, richiedendo interventi rapidi e ben coordinati per non compromettere ulteriormente la qualità dei servizi sanitari.
