Rete ospedaliera siciliana bocciata dal Ministero della Salute: nuova tegola per la giunta Schifani

Rete ospedaliera siciliana bocciata dal Ministero della Salute: nuova tegola per la giunta Schifani

dipendenti della sanità - sicilianews24.it - fonte: depositphotos

In una lettera di due pagine, i funzionari ministeriali sottolineano come la documentazione trasmessa dalla Regione non permetta «di procedere a una corretta e compiuta istruttoria per la valutazione da parte del Tavolo». La richiesta è chiara e perentoria: consegnare «una documentazione analitica completa, corretta ed effettivamente rappresentativa della delibera di revisione della rete». Il documento avverte inoltre che, se le integrazioni non arriveranno, il decreto sarà comunque sottoposto al tavolo di monitoraggio, anche se incompleto.

Il tono della comunicazione fa ipotizzare precedenti richieste informali del ministero rimaste senza risposta dall’assessorato alla Sanità, evidenziando come il decreto, così com’è stato trasmesso, sarebbe destinato a una bocciatura certa.

Criticità strutturali della rete ospedaliera

Il decreto, elaborato dall’assessora Daniela Faraoni e dall’ex dirigente della Programmazione Salvatore Iacolino, presenta numerosi rilievi strutturali:

  • Posti letto: cancellati 84 posti ancora da attivare e 135 di psichiatria senza indicazione di collocazione;
  • Specializzazioni mancanti: gastroenterologia assente a Agrigento, neuroriabilitazione a Messina, pneumologia a Cefalù;
  • Accorpamenti incoerenti: alcune strutture ospedaliere sono state accorpate senza considerare la reale disponibilità di reparti e servizi;
  • Reti emergenza e urgenza incomplete: reti per infarto miocardico acuto, politraumi, punti nascita, servizi di trasporto assistito materno e neonatale (Stam e Sten) non chiaramente organizzate;
  • Reti specialistiche: carenze nella rete oncologica e nella pianificazione dei punti nascita.

I funzionari chiedono «una chiara articolazione della rete dell’emergenza-urgenza e l’assetto organizzativo delle reti specialistiche», sottolineando che eventuali modifiche richiederanno un nuovo passaggio in Commissione all’ARS e in giunta per l’approvazione.

Reazioni politiche e sindacali


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