Racket delle case popolari allo Zen: picchiato un uomo davanti la famiglia

Racket delle case popolari allo Zen: picchiato un uomo davanti la famiglia

Dopo il pestaggio, il capofamiglia ha trovato il coraggio di rivolgersi alla polizia, denunciando le minacce e l’aggressione subita. Gli investigatori del commissariato San Lorenzo stanno ora indagando per identificare i componenti del gruppo dei picchiatori e smantellare la rete che gestisce illegalmente gli alloggi popolari.

Non si tratta di un caso isolato. Negli ultimi mesi altre famiglie assegnatarie sono state minacciate o costrette a subire pressioni per cedere le loro abitazioni. In passato, l’assessore comunale alle politiche sociali, Fabrizio Ferrandelli, insieme a volontari come Costantino Visconti, Gioacchino Lavanco e Stefania Petyx, ha preso parte a iniziative di protezione diretta, dormendo negli appartamenti minacciati per garantire la sicurezza delle famiglie legittime.

Sul fronte giudiziario, la Procura di Palermo ha aperto un fascicolo sul racket delle case popolari allo Zen 2, raccogliendo le denunce dei cittadini e del Comune. L’obiettivo è individuare tutti i soggetti che, per conto delle famiglie mafiose, gestiscono gli alloggi e intimoriscono gli assegnatari, mettendo fine a un fenomeno che minaccia la legalità e la convivenza civile nel quartiere.

Resistere alla violenza per diritto alla casa

Nonostante il clima di terrore, la famiglia cingalese ha scelto di resistere, determinata a mantenere l’alloggio regolarmente assegnato. La vicenda mette in luce quanto sia delicato il tema delle assegnazioni popolari in aree controllate da clan criminali e quanto sia importante l’intervento diretto delle istituzioni per garantire sicurezza e giustizia. La lotta al racket delle case popolari continua, tra intimidazioni mafiose, coraggio dei cittadini e vigilanza delle autorità.

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