Punta Matese e Collettore Nord: protesta contro lo scarico nell’area marina protetta
Il Collettore Nord ha l’obiettivo di intercettare e convogliare: acque reflue urbane opportunamente trattate, acque piovane e di scorrimento superficiale
Attraverso una rete di canali e infrastrutture idrauliche, le acque verrebbero indirizzate verso un sistema di deflusso unico che terminerebbe a mare nella zona di Punta Matese.
Il progetto include anche opere di regolazione e gestione dei flussi, come vasche di laminazione e sistemi di separazione delle acque meteoriche, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la sicurezza idraulica delle borgate costiere.
L’area di Punta Matese e le criticità ambientali
La scelta dello sbocco finale è al centro delle contestazioni. Punta Matese ricade infatti in un contesto marino di alto valore ecologico, vicino o interno all’Area Marina Protetta Capo Gallo – Isola delle Femmine.
In questa zona sono presenti habitat delicati come le praterie di posidonia e un ecosistema marino particolarmente sensibile all’impatto antropico. Le preoccupazioni principali riguardano:
- la possibile alterazione degli equilibri marini
- la pressione su un’area già fortemente tutelata
- il rischio legato allo scarico continuo, anche se depurato
- Le polemiche politiche sul progetto
Sul progetto si è aperto anche un forte scontro politico e istituzionale, in particolare nelle circoscrizioni interessate e tra le diverse forze presenti a Palazzo delle Aquile.
A intervenire con toni durissimi sono stati i consiglieri del Movimento 5 Stelle Antonino Randazzo (capogruppo a Palazzo Comitini), Simone Aiello e Giovanni Galioto (VII Circoscrizione), che hanno attaccato il via libera all’intervento e la gestione politica della vicenda.
Secondo i consiglieri, si starebbe assistendo a una contraddizione tra dichiarazioni pubbliche e scelte amministrative:
“Siamo stanchi di parate, strette di mano e lacrime di coccodrillo. Quello a cui stiamo assistendo è un tradimento politico in piena regola ai danni della borgata di Sferracavallo. Un gioco sporco fatto di incoerenza e doppia faccia che i cittadini non berranno più”.
Nel loro intervento, i rappresentanti del Movimento 5 Stelle criticano apertamente la maggioranza politica che sostiene il progetto, facendo riferimento alla delibera di Giunta n. 220 del 10 settembre 2024, indicata come atto centrale del percorso amministrativo.
