Proteste in Kenia contro impianto nucleare: attivisti indagati per terrorismo.

Proteste in Kenia contro impianto nucleare: attivisti indagati per terrorismo.

La repressione governativa e la difesa legale

Durante gli scontri, un gruppo di residenti ha risposto lanciando pietre verso le forze dell’ordine, che hanno controbattuto con lacrimogeni. A seguito di questi eventi, 17 persone sono state arrestate e attualmente sono sotto inchiesta per aggressione e per violazioni della Legge keniana sulla prevenzione del terrorismo. Ochieng, che difende legalmente gli arrestati, ha denunciato come ci sia una forte repressione da parte del governo verso chi si oppone al progetto nucleare.

“È fondamentale che la comunità rimanga unita,” ha dichiarato Ochieng. “Le accuse di terrorismo non hanno alcun fondamento rispetto all’incidente e servono soltanto a intimidire.” Considerando le difficoltà economiche della popolazione locale—composta in gran parte da pescatori e piccoli commercianti che vivono con meno di un dollaro al giorno—la questione del pagamento della cauzione è diventata critica. Fino ad oggi, 15 dei 17 arrestati sono stati rilasciati grazie a fondi raccolti dalla comunità, mentre per gli altri la situazione è più complessa.

I costi della cauzione variano tra i 15.000 e i 180.000 scellini kenyoti, equivalenti a circa 116-1.391 dollari. La maggior parte della popolazione non ha un reddito sufficiente per coprire queste spese. Alcuni gruppi, come la Defenders Coalition, sono stati in grado di contribuire al pagamento delle cauzioni più basse.


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