Proteggere i primati salvaguarda migliaia di altre specie, rivela uno studio recente.

La crisi della biodiversità e la necessità di un nuovo approccio alla conservazione

La biodiversità terrestre è in grave pericolo, e i ricercatori stanno proponendo un nuovo approccio alla conservazione: proteggere gli habitat per i primati affinché si salvaguardino anche innumerevoli altre specie. In passato, gli sforzi di conservazione e i finanziamenti si sono concentrati su specie “ombrello” come le tigri e i panda giganti, con l’idea che la protezione delle vaste aree di cui queste creature hanno bisogno possa beneficiare anche la fauna selvatica che vive negli stessi ecosistemi.

Un studio condotto nel 2025 ha messo in evidenza che anche scimmie, scimpanzé e altri primati carismatici possono essere considerati specie ombrello. Questi animali, infatti, necessitano di ampie zone di habitat sano per poter sopravvivere. Gli esperti sottolineano che tutelando i vasti territori necessari a queste specie, si potrebbe garantire anche la protezione di numerosi altri animali che condividono lo stesso ecosistema.


Un’analisi dettagliata degli habitat dei primati in Cina

Gli studiosi hanno esaminato gli habitat di 16 specie di primati nella biodiversa provincia cinese dello Yunnan, analizzando anche le aree abitate da 601 specie di mammiferi, anfibi, uccelli e rettili minacciati ed endemici, insieme a 4.010 specie di piante da seme presenti in Yunnan. La loro ricerca ha rivelato che se si designasse il 30% dello Yunnan come area prioritaria per la conservazione dei primati, l’86% degli animali e il 72% delle piante da seme avrebbero una protezione di circa un terzo dei loro habitat.

Proteggere quest’area contribuirebbe a tutelare anche più della metà del carbonio annualmente stoccato nella provincia, dimostrando l’importanza della conservazione non solo per le specie animali ma anche per la salute dell’ambiente.


Iniziative globali per la conservazione dei primati

Altre organizzazioni di conservazione hanno sostenuto l’importanza di proteggere gli habitat delle specie di primati carismatici come metodo per garantire la protezione di diverse altre specie. Ad esempio, l’associazione Rainforest Trust sta cercando di salvaguardare gli habitat del gorilla di Grauer, una specie gravemente minacciata nel Congo, affermando che questa azione potrebbe proteggere oltre 11.000 specie. Analogamente, la Borneo Orangutan Survival Foundation sostiene che la protezione dell’habitat degli oranghi di Borneo potrebbe curare potenzialmente circa 20.000 specie nelle foreste pluviali di Borneo e Sumatra.

I primati sono considerati “carismatici”, una caratteristica che facilita enormemente la raccolta fondi e le iniziative di sensibilizzazione. Tim Davenport, direttore per l’Africa della nonprofit Re:wild, evidenzia l’importante ruolo dei primati negli habitat forestali, non solo come prede ma anche come vitali disperdenti di semi. La perdita di primati è spesso uno dei primi segni di un ecosistema forestale in declino.


Il potere dell’approccio delle specie ombrello

Amy B. McEuen, autrice del libro “How to Think Like an Ecologist”, sottolinea che proteggere le popolazioni selvatiche di vertebrati grandi rappresenta un modo efficace per tutelare una varietà di altre specie. L’approccio delle specie ombrello risulta quindi un valido strumento di conservazione, con le sue limitazioni che derivano più dalla governance e dal comportamento umano che dal concetto stesso.

È fondamentale continuare a promuovere iniziative volte alla salvaguardia dei primati e degli ecosistemi in cui vivono. Investire in progetti di conservazione, sensibilizzare l’opinione pubblica e collaborare con comunità locali può aiutare a preservare non solo le specie carismatiche, ma anche l’intero equilibrio ecologico delle foreste e degli habitat naturali.

Fonti ufficiali: Mongabay, Rainforest Trust, Borneo Orangutan Survival Foundation.

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Luigi Salemi: