Ponte sullo Stretto, nuovo confronto: Cgil presenta esposto alla Corte dei Conti
Uno dei nodi principali riguarda l’incremento del valore economico del progetto, oggi stimato in circa 13,5 miliardi di euro. Secondo il Governo e la società concessionaria, l’aumento sarebbe legato soprattutto alla crescita dei prezzi dei materiali e dei costi delle grandi infrastrutture registrata negli ultimi anni, non a modifiche contrattuali tali da violare le regole europee.
La società ha inoltre sostenuto di aver fornito alla Commissione europea tutti i dati richiesti e che da Bruxelles non sarebbe stata avviata alcuna procedura di infrazione o pre-infrazione.
La questione resta però al centro delle valutazioni di diversi organismi di controllo. La Corte dei conti aveva chiesto chiarimenti sulla gestione dell’iter e sulla scelta di procedere senza una nuova gara, mentre l’Autorità nazionale anticorruzione aveva evidenziato la necessità di valutare se l’aumento dei costi e il cambiamento del quadro economico rendessero necessario un nuovo affidamento.
Nel frattempo prosegue il lavoro sugli altri aspetti tecnici del progetto. Il Governo e la società hanno annunciato l’integrazione della documentazione richiesta e l’acquisizione dei pareri degli organismi competenti, tra cui quello dell’Autorità di regolazione dei trasporti e del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
