La crisi delle specie ittiche migratorie
Durante il meeting della Convenzione delle Nazioni Unite COP15 sulle Specie Migratorie (CMS) in Brasile, è stato pubblicato un nuovo rapporto globale che evidenzia una categoria di animali migratori gravemente trascurata: i pesci di acqua dolce. Secondo il report, le popolazioni di pesci migratori d’acqua dolce sono diminuite dell’81% dal 1970, con 325 specie a livello mondiale che necessitano urgentemente di azioni di conservazione coordinate a livello internazionale. Attualmente, solo 23 specie di pesci migratori d’acqua dolce sono elencate sotto il CMS. Più della metà delle 325 specie a rischio documentate si trova in Asia, con particolare preoccupazione per il fiume Mekong.
Per ottimizzare la protezione della fauna ittica, gli esperti affermano che è necessaria l’implementazione di piani di conservazione per le specie migratorie che attraversano interi sistemi fluviali, gestiti in cooperazione tra le nazioni che condividono ciascun bacino idrografico.
Scoperte sorprendenti sul piraíba
Nelle ampie distese sabbiose del fiume Araguaia in Brasile, il piraíba, il più grande pesce gatto del Sud America, rappresenta una pietra miliare della pesca locale. I pescatori spesso riconoscono i singoli pesci per i loro segni e cicatrici, portando molti a credere che questa specie non si muova molto lontano. Tuttavia, una ricerca condotta dalla studiosa Lisiane Hahn ha rivelato un aspetto sorprendente: il piraíba può percorrere centinaia, se non migliaia, di chilometri per riprodursi.
Utilizzando la telemetria radio, Hahn e il suo team hanno impiantato trasmettitori in quasi 100 pesci gatto, alcuni dei quali raggiungono quasi 2 metri di lunghezza, e hanno tracciato i loro movimenti attraverso una rete di ricevitori. I dati forniscono la prova più chiara finora che il piraíba (Brachyplatystoma filamentosum), in grado di pesare fino a 200 chilogrammi, intraprende migrazioni lunghe e complesse.
Questo risultato mette in evidenza una realtà più ampia: alcune delle migrazioni faunistiche più importanti del Sud America — e nel mondo — rimangono in gran parte invisibili. Nei fiumi amazzonici e in altri corsi d’acqua sudamericani, i grandi pesci gatto si spostano sotto la superficie dell’acqua attraversando nazioni e collegando le sorgenti andine con le pianure alluvionali e i vivai costieri, sostenendo le pescas che alimentano milioni di persone e supportano le economie regionali.
Le sfide della gestione delle migrazioni ittiche
Le specie migratorie d’acqua dolce a livello globale dipendono da sistemi fluviali interconnessi che si estendono su vaste distanze e spesso attraversano confini nazionali. Molti pesci si muovono tra pianure alluvionali, canali principali ed estuari in diverse fasi della vita. Tuttavia, la costruzione di dighe, la pesca eccessiva e la perdita di habitat stanno interrompendo questi percorsi migratori, causando il collasso delle popolazioni.
Come ha affermato Michele Thieme, principale scienziata per l’acqua dolce del WWF: “I fiumi non riconoscono i confini, e neppure i pesci che dipendono da essi”. La crisi emergente sotto il livello delle nostre acque è molto più grave di quanto molte persone possano immaginare.
Sotto il CMS, una specie è idonea per essere elencata se attraversa regolarmente i confini nazionali e trarrebbe vantaggio dalla cooperazione internazionale. L’Appendice I del CMS include le specie a rischio di estinzione, mentre l’Appendice II si concentra su quelle che necessitano di gestione coordinata. Attualmente, solo 23 specie di pesci migratori d’acqua dolce sono elencate sotto il CMS, di cui 19 appartenenti al gruppo degli storioni. In totale, sono elencate 1.189 specie animali migratorie, di cui 962 sono uccelli.
L’importante rapporto identifica 325 specie che trascorrono la maggior parte del loro tempo in acqua dolce e soddisfano i criteri di conservazione, evidenziando numerose specie in Asia, dove il fiume Mekong è di particolare preoccupazione.
Strategie per la conservazione
Sono emersi segni di progresso nella conservazione dei pesci migratori. La rimozione di alcune dighe in Europa e Nord America ha contribuito al ripristino delle rotte migratorie, e durante la COP15 del CMS, i paesi del bacino amazzonico hanno presentato un nuovo piano d’azione multi-specie per i pesci gatto migratori, uno dei primi sforzi coordinati di questo tipo. Inoltre, in Cambogia, la cooperazione con le comunità locali di pescatori ha portato a un aumento di alcune specie gravemente minacciate, come il pesce gatto gigante del Mekong (Pangasianodon gigas), offrendo un modello di recupero.
Tuttavia, nonostante il fiume Mekong ospiti 80 delle 325 specie a rischio identificate, manca di una gestione coordinata a livello di bacino. È fondamentale implementare iniziative di cooperazione internazionale per la protezione delle specie migratorie. Secondo gli esperti, il rapporto recente evidenzia una netta discrepanza tra il modo in cui funzionano i fiumi e come vengono gestiti.
Le scoperte della ricerca di Lisiane Hahn continuano a contribuire alla nostra comprensione di queste specie, mentre il suo team si sta impegnando per espandere l’area di studio e ottenere dati più accurati sui movimenti dei pesci all’interno del fiume Araguaia.
Fonti ufficiali:
– Hogan, Z., Bess, Z., Thieme, M., & Stoffers, T. (2025). Global Assessment of Migratory Freshwater Fishes. CMS Secretariat, Bonn, Germany.
– WWF – Conservation of Freshwater Fish.
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