Peschereccio catanese salva sedici migranti minorenni a largo di Malta

L’equipaggio di Santa Maria La Scala soccorre un’imbarcazione in difficoltà durante una battuta di pesca

Un gesto di coraggio e solidarietà in mare ha visto protagonista l’equipaggio del peschereccio “Mathias” di Santa Maria La Scala, borgo marinaro di Acireale, in provincia di Catania. Nei giorni scorsi i pescatori siciliani hanno prestato soccorso a un’imbarcazione in difficoltà nelle acque al largo di Malta, salvando sedici migranti, tutti minorenni.

L’equipaggio, impegnato in una normale battuta di pesca, ha individuato il natante in condizioni di difficoltà e ha deciso di intervenire, rimanendo sul posto fino all’arrivo della Guardia Costiera, che ha poi coordinato e completato le operazioni di salvataggio.

Il “Mathias” resta sul posto fino all’arrivo dei soccorsi


Il peschereccio, in mare dall’aprile scorso e impegnato nelle attività di pesca nel Mediterraneo, ha interrotto il proprio lavoro per prestare assistenza ai giovani migranti.

Secondo quanto riferito, i pescatori hanno fornito ai naufraghi beni di prima necessità, tra cui acqua, pane e latte. Tra le persone soccorse c’era anche un bambino di appena un anno.

La notizia è stata diffusa dalla Diocesi di Acireale, che ha sottolineato il valore umano dell’intervento, definendolo una testimonianza del senso di responsabilità e della solidarietà che da sempre caratterizza la comunità marinara di Santa Maria La Scala.

L’orgoglio delle famiglie: “Hanno scelto di aiutare chi era in pericolo”

A raccontare il significato umano della vicenda sono state anche le famiglie dei pescatori coinvolti.

«Siamo orgogliose dei nostri mariti – hanno raccontato Alessia Re e Daiva Patanè – perché hanno interrotto la battuta di pesca per soccorrere quella piccola imbarcazione incontrata al largo di Malta. Hanno dato acqua, pane e latte anche a un bambino di appena un anno. Hanno dimostrato grande coraggio e una straordinaria umanità».

Un gesto che, secondo i familiari, rappresenta lo spirito della gente di mare, abituata ad aiutare chi si trova in difficoltà.

«È stato prima di tutto un gesto umano, oltre che marittimo – ha spiegato Grazia Patanè, figlia di alcuni pescatori dell’equipaggio –. La gente di mare tende ad aiutarsi ogni volta che è possibile».

Il messaggio della Diocesi: accoglienza e rispetto della dignità umana


Anche il vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, ha voluto sottolineare il significato dell’episodio, collegandolo al tema dell’accoglienza dei migranti e alla necessità di tutelare la dignità delle persone.

Ricordando la visita del Santo Padre a Lampedusa, il vescovo l’ha definita «un forte segno evangelico, sociale e umano», ribadendo che la Chiesa è chiamata a stare accanto a chi fugge da guerre, violenze e povertà, nel rispetto della legalità e dei diritti fondamentali.

Secondo Raspanti, il comportamento dell’equipaggio del “Mathias” rappresenta un esempio concreto di solidarietà trasformata in un’azione di salvezza.

La tradizione del mare: aiutare chi è in difficoltà

Per il parroco di Santa Maria La Scala, don Mario Camera, i pescatori hanno dimostrato «una grande apertura d’animo», intervenendo in soccorso di persone che stavano attraversando il mare in condizioni di pericolo.

Un episodio che richiama una delle regole non scritte della cultura marinara: davanti a una vita in difficoltà, il primo dovere è prestare aiuto.

Il peschereccio “Mathias” farà rientro in Sicilia alla fine di agosto, ma il gesto compiuto dal suo equipaggio resterà come una testimonianza di solidarietà e umanità nel Mediterraneo, un mare spesso segnato da tragedie ma anche da storie di accoglienza e coraggio.

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