Arrestato sindaco del nisseno: rete di malaffare negli appalti pubblici

Carabinieri - sicilianews24.it

Sei misure cautelari dopo le indagini dei carabinieri coordinate dalla Procura di Caltanissetta

Una presunta rete di illeciti all’interno del Comune di Sommatino è al centro dell’inchiesta “Scacco”, condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta. L’indagine ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di misure cautelari emessa dal gip nei confronti di sei persone, accusate a vario titolo di concussione, corruzione e induzione indebita a dare o promettere utilità.

Secondo l’ipotesi investigativa, ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria, il sistema avrebbe coinvolto presunti episodi di pressione nei confronti di piccoli commercianti locali e forestieri, oltre a presunte irregolarità nella gestione delle procedure di affidamento di importanti appalti pubblici.

Arresti domiciliari per il sindaco dimissionario e un imprenditore


Tra i destinatari dei provvedimenti figurano il sindaco dimissionario di Sommatino, Salvatore Letizia, e l’imprenditore di Favara Diego Caramazza, per i quali il gip ha disposto gli arresti domiciliari.

Nei confronti del primo cittadino è stato inoltre disposto un sequestro preventivo di 15 mila euro, somma che, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stata ricevuta dall’imprenditore.

Le accuse contestate riguardano presunti rapporti illeciti legati all’esercizio delle funzioni pubbliche e alla gestione di interessi economici collegati all’attività amministrativa del Comune.

Misure interdittive per dipendenti comunali e imprenditori

L’ordinanza ha previsto anche una serie di misure interdittive. Per Roberto Alotta, dipendente comunale, è stata disposta la sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio per la durata di un anno.

Nei confronti dell’architetto Calogero Vendra è stato disposto il divieto, per dodici mesi, di esercitare la professione e di stipulare contratti con la Pubblica amministrazione. Luigi Pulci non potrà esercitare per un anno l’attività imprenditoriale nel settore edilizio, mentre Lorenzo Pulci è stato raggiunto dal divieto di contrattare con la Pubblica amministrazione, ad eccezione dei servizi pubblici essenziali, sempre per la durata di dodici mesi.

Per altri due indagati, la vice sindaca Castellano e l’assessore Rumeo, il gip avrebbe riconosciuto la presenza di gravi indizi di colpevolezza, ma non ha applicato misure cautelari in considerazione delle loro dimissioni dagli incarichi pubblici.

L’indagine nata dopo l’intimidazione al sindaco


L’inchiesta ha avuto origine dopo un episodio intimidatorio avvenuto nella notte del 9 maggio 2024, quando ignoti esplosero diversi colpi d’arma da fuoco contro l’autovettura del sindaco pro tempore di Sommatino.

Da quell’episodio sono partiti gli approfondimenti investigativi condotti dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Caltanissetta, che hanno sviluppato gli accertamenti tra luglio 2024 e ottobre 2025.

Gli investigatori hanno utilizzato diverse tecniche investigative, tra cui intercettazioni telefoniche e ambientali, sistemi di videosorveglianza, attività di osservazione, controllo e pedinamento, acquisizione di documentazione e audizione di persone informate sui fatti.

Al centro dell’inchiesta appalti e presunti condizionamenti amministrativi

Secondo la Procura, le attività investigative avrebbero consentito di ricostruire un quadro caratterizzato da presunte interferenze nella gestione amministrativa del Comune, con particolare attenzione alle procedure di affidamento di lavori pubblici e ai rapporti tra amministratori, funzionari e imprenditori.

L’inchiesta dovrà ora affrontare le successive fasi processuali nelle quali gli indagati potranno esercitare pienamente il diritto di difesa e confrontarsi con le accuse contestate.

L’operazione rappresenta un nuovo intervento della magistratura e delle forze dell’ordine contro fenomeni di possibile corruzione e condizionamento della pubblica amministrazione nel territorio nisseno.

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