Pesca, sospeso il fermo ma la protesta continua: pescherecci fermi nei porti

Pesca, sospeso il fermo ma la protesta continua: pescherecci fermi nei porti

Al centro della vertenza resta il caro carburante, indicato come la principale causa della crisi che sta colpendo le imprese della pesca.

“Serve un tetto massimo tra i 40 e i 50 centesimi al litro – spiega Micalizzi –. In un contesto straordinario come quello attuale, il carburante defiscalizzato per la pesca non può superare i 60-70 centesimi. Oggi paghiamo oltre 1,20 euro al litro, con punte fino a 1,40: è una condizione insostenibile che sta uccidendo le imprese”.

Una situazione che, secondo la Fas, rischia di portare alla chiusura di centinaia di attività e alla perdita di numerosi posti di lavoro lungo tutta la filiera.

Assemblea il 20 aprile: “Basta promesse”

Per decidere le prossime mosse, è stata convocata un’assemblea per lunedì 20 aprile, in raccordo con la direzione nazionale dell’Associazione pescatori marittimi professionali.

Durante l’incontro verranno definite le nuove iniziative di protesta e saranno inviate richieste ufficiali ai ministeri competenti e alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

“Chiederemo risposte precise, non generiche – aggiunge Micalizzi –. Il tempo delle interlocuzioni informali è finito. Non accetteremo più misure tampone o annunci: le promesse devono tradursi in atti concreti”.

Possibile blocco dello Stretto il Primo Maggio


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