Perché gli animali stanno diventando protagonisti della ricerca contro l’invecchiamento

Perché gli animali stanno diventando protagonisti della ricerca contro l’invecchiamento

Uno degli animali più studiati è l’elefante. Nonostante le sue grandi dimensioni e una vita che può superare i 60 anni, sviluppa tumori con una frequenza sorprendentemente bassa rispetto a quanto ci si potrebbe attendere. È il cosiddetto “paradosso di Peto”: in teoria, più cellule e più anni di vita dovrebbero significare maggiori possibilità di sviluppare un tumore, ma nella realtà non sempre accade.

Gli scienziati hanno quindi studiato i meccanismi che consentono agli elefanti di individuare e bloccare le cellule danneggiate. Particolare attenzione è stata rivolta ai geni coinvolti nella risposta al danno del Dna e nei processi che portano all’eliminazione delle cellule potenzialmente pericolose.

Anche le balene rappresentano un caso straordinario. Alcune specie possono vivere per oltre un secolo pur raggiungendo dimensioni enormi. La loro longevità interessa i ricercatori perché questi animali devono mantenere in funzione un organismo composto da un numero enorme di cellule per tempi molto lunghi.

I pipistrelli offrono invece un’altra prospettiva. Alcune specie di piccole dimensioni possono vivere diversi decenni, un risultato eccezionale se confrontato con quello di altri mammiferi di peso simile. La ricerca sta analizzando il loro particolare sistema immunitario, la capacità di controllare l’infiammazione e i meccanismi di riparazione cellulare.

Dalla natura nuove domande per la medicina


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