Perché alcuni animali mangiano i propri piccoli? Le strategie della natura che ci sembrano crudeli

Perché alcuni animali mangiano i propri piccoli? Le strategie della natura che ci sembrano crudeli

Il fenomeno è documentato in numerose specie di pesci. Alcuni genitori possono divorare parte delle proprie uova quando sono danneggiate, non fecondate o quando le condizioni ambientali rendono improbabile la sopravvivenza dell’intera covata. L’energia recuperata può essere utilizzata per sostenere la cura delle uova restanti o per affrontare una nuova riproduzione.

Anche tra i roditori, in particolare nei topi e nei criceti, può verificarsi l’uccisione e il consumo dei neonati. Il comportamento può essere favorito da stress intenso, disturbo del nido, inesperienza della madre o condizioni fisiche difficili. Non significa, però, che una madre che si trova in un ambiente tranquillo e dispone di cibo sia destinata a comportarsi così: si tratta di un fenomeno variabile, influenzato da molti fattori.

In alcune specie di ragni, poi, il cannibalismo assume forme ancora più sorprendenti. In determinate circostanze la femmina può consumare il maschio dopo l’accoppiamento; in altre, sono i piccoli a nutrirsi della madre, un comportamento noto come matrifagia. È il caso di alcune specie in cui il corpo materno diventa una risorsa alimentare per la prole, aumentando le probabilità che almeno una parte dei figli raggiunga l’età adulta.

Le femmine di insetto e il sacrificio di una parte della covata

Nel mondo degli insetti, la competizione per le risorse può essere estrema. Alcune specie di mantidi e altri invertebrati possono praticare il cannibalismo sessuale, mentre in altre specie si osservano forme di cannibalismo tra fratelli. Quando il cibo scarseggia, i piccoli più grandi o più forti possono divorare quelli più piccoli, riducendo la competizione e ottenendo energia preziosa.

In alcune specie, inoltre, le madri possono consumare una parte delle uova o della prole per sostenere quelle che hanno maggiori possibilità di sopravvivere. Non è una decisione consapevole nel senso umano del termine: è un comportamento modellato dall’evoluzione, che in certe condizioni può favorire il successo riproduttivo.

Una natura senza giudizi morali


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