Parco Uditore senza acqua e senza fondi: il futuro appeso a un filo

Il Parco Uditore di Palermo rappresenta un caso unico in Italia: il primo parco urbano pubblico ad accesso gratuito gestito senza fondi pubblici, basandosi sulla solidarietà e sull’impegno civico dei cittadini. Nato nel 2010 grazie all’iniziativa di associazioni e volontari, il parco è stato restituito alla comunità dopo anni di abbandono, diventando un vero presidio sociale, educativo e culturale.

Nel 2012 la riapertura al pubblico ha segnato l’inizio di un percorso partecipato che ha portato alla creazione dell’Associazione Parco Uditore, trasformata nel 2014 in Cooperativa sociale Parco Uditore per rendere più strutturata e sostenibile la gestione del bene.

Dal 2017 la cooperativa opera attraverso una convenzione con la Regione Siciliana, tramite il Corpo Forestale, che prevedeva l’affidamento di alcune strutture presenti nel parco. Queste strutture avrebbero dovuto ospitare una ludoteca, una fattoria didattica, uno spazio polifunzionale e un caffè letterario, contribuendo alla sostenibilità economica dell’area.

Strutture mai consegnate e mancanza di fondi


A distanza di nove anni dalla firma della convenzione, gli immobili non sono ancora stati consegnati né riqualificati. Nonostante ciò, la cooperativa continua a garantire cura e apertura del parco grazie all’impegno di dieci persone, tra dipendenti e volontari.

Il rischio chiusura è però concreto: senza fondi non è possibile mantenere l’accesso gratuito come avvenuto fino ad oggi. I dipendenti e volontari hanno lanciato un appello sui social, denunciando l’assenza di risposte da parte delle istituzioni e l’incertezza sulle risorse regionali per il 2026.

Gli ultimi due anni hanno visto contributi parziali: 200mila euro l’anno prima, 100mila euro lo scorso anno. Al momento, però, non è confermata alcuna cifra per quest’anno.

Interruzione della fornitura idrica e conseguenze

La situazione si è aggravata il 20 febbraio, quando l’Amap ha interrotto l’erogazione dell’acqua nel parco. Valentina Marchione della cooperativa racconta: “Da un giorno all’altro non c’era più acqua potabile nelle fontanelle, costringendoci a chiudere l’unico servizio igienico pubblico presente. Migliaia di utenti quotidiani hanno subito disagio”.

Questo episodio evidenzia come la mancanza di risorse metta a rischio la fruizione pubblica e la funzionalità minima del parco, vero polmone verde in una zona fortemente urbanizzata.

Un presidio sociale ed educativo insostituibile


Il parco è molto più di un’area verde: rappresenta un luogo di aggregazione, cultura e educazione alla legalità, frequentato quotidianamente da bambini, famiglie e cittadini. Gli “Stati generali per l’infanzia e l’adolescenza” di Palermo sottolineano il ruolo insostituibile del parco: “Trascende le competenze amministrative immediate e svolge una funzione educativa e sociale unica. Lasciare soli i gestori significherebbe privare Palermo di un pezzo di futuro”.

Il progetto iniziale prevedeva anche l’apertura di strutture in grado di generare risorse economiche per l’autonomia del parco, ma il ritardo nella loro consegna ha impedito di rendere sostenibile il modello di gestione dal basso.

L’appello della cooperativa e il sostegno di Legacoop Sicilia

I dipendenti e volontari della cooperativa hanno chiesto un intervento urgente delle istituzioni per evitare la chiusura: “Ci aspettiamo risposte concrete e immediate nel rispetto degli utenti e del lavoro svolto in questi anni”.

Anche Legacoop Sicilia è scesa in campo, ribadendo l’importanza del parco come presidio urbano e sociale. Il presidente Filippo Parrino ha annunciato un impegno dell’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino, per ripristinare la fornitura idrica entro la settimana successiva. Parrino sottolinea però che è necessario un sostegno complessivo per garantire la continuità del progetto, valorizzando le strutture e le iniziative previste.

Un futuro da tutelare


Parco Uditore dimostra che la rigenerazione urbana partecipata è possibile e può diventare un modello per altre città. La gestione dal basso ha creato uno spazio sicuro, verde e accessibile, promuovendo attività sociali, culturali ed educative.

Tuttavia, senza un sostegno concreto da parte delle istituzioni e senza risorse certe, il rischio di chiusura è reale. Garantire continuità significa non solo mantenere l’accesso gratuito, ma anche valorizzare le strutture, promuovere attività e consolidare un progetto nato dalla partecipazione dei cittadini.

Il Parco Uditore è molto più di un’area verde: è un simbolo di comunità, impegno civico e resilienza urbana. La sua sopravvivenza dipende oggi da un equilibrio delicato tra volontariato, cooperazione e responsabilità istituzionale, affinché Palermo non perda uno dei suoi beni comuni più preziosi.

Redazione: